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04.09.2026

Permessi aggiuntivi retribuiti per visite e cure mediche: una tutela che garantisce la salute del personale scolastico

Dal 1° gennaio 2026 una nuova tutela entra stabilmente nel sistema dei diritti del personale scolastico: le 10 ore annue di permesso retribuito per visite, esami e cure mediche destinati ai lavoratori affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche, e ai genitori di minori con le stesse condizioni. Una misura che non è solo un ampliamento del quadro dei permessi, ma un vero riconoscimento della fragilità e della necessità di conciliare cura e lavoro senza penalizzazioni economiche o professionali.

Un diritto per il personale scolastico

La scuola è un ambiente complesso, fatto di persone che ogni giorno sostengono un carico di responsabilità elevato. Tra queste persone ci sono lavoratori che convivono con malattie gravi, che richiedono controlli frequenti, follow-up serrati, terapie continuative. La legge 106/2025 interviene proprio su questo punto: riconosce che la cura non può essere un ostacolo alla stabilità lavorativa e che il tempo dedicato alla salute deve essere tutelato, non “tollerato”.

Chi ne ha diritto

La norma individua con precisione i destinatari:

  • personale scolastico con patologie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce;
  • lavoratori con malattie invalidanti o croniche, anche rare, con invalidità uguale o superiore al 74%;
  • genitori di figli minorenni affetti dalle stesse patologie.

La fruizione è subordinata alla prescrizione del medico di base o dello specialista operante in struttura pubblica o privata accreditata. Una scelta che garantisce serietà, tracciabilità e tutela del lavoratore.

Cosa prevedono le 10 ore aggiuntive

Le ore sono utilizzabili per:

•         visite mediche;

•         esami strumentali;

•         analisi chimico-cliniche e microbiologiche;

•         cicli di cure mediche frequenti.

Sono aggiuntive rispetto ai permessi già previsti dal CCNL e dalla Legge 104/92: non li sostituiscono, non li riducono, non li assorbono. Si tratta di un ampliamento reale del monte ore disponibile.

Indennità e copertura figurativa

La norma prevede che queste ore siano retribuite e coperte da contribuzione figurativa; ciò rappresenta un elemento primario nella misura in cui il legislatore riconosce che la cura non deve comportare perdita economica né vuoti contributivi.

Organizzazione scolastica e sostituzioni

La legge nel garantire il diritto del lavoratore e contemporaneamente assicurare l’organizzazione scolastica stabilisce che i dirigenti scolastici provvedano alla sostituzione del personale assente secondo le regole del CCNL, utilizzando – quando necessario – le risorse del MOF o altri fondi dedicati; in questo senso la tutela del lavoratore non si traduce in un aggravio per il servizio scolastico nella misura in cui la norma prevede le coperture economiche specifiche.

Come si richiedono i permessi

La procedura abbastanza semplice e chiara prevede che il docente interessato, al fine di usufruire del permesso, faccia richiesta al dirigente scolastico dichiarando il possesso dei requisiti e al rientro consegnare l’attestazione della struttura sanitaria che certifichi la prestazione effettuata.

Una misura che guarda alla dignità del personale

Le 10 ore di permesso rappresentano un segnale culturale volto a riconoscere che la fragilità delle persone non è un ostacolo alla professionalità e che la cura non è un “tempo sottratto” al lavoro, ma un diritto fondamentale della persona.

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