Al Festival dell’Innovazione Scolastica sono stati presentati i risultati dell’indagine nazionale “Io e l’Intelligenza Artificiale”, promossa da INDIRE e dal Festival su un campione di 5.342 studenti delle scuole secondarie. La rilevazione, condotta tra marzo e giugno 2026, fotografa un uso ormai diffuso dell’IA tra i ragazzi italiani, pur trattandosi di un campione di convenienza non rappresentativo dell’intera popolazione studentesca.
Secondo i dati illustrati dal ricercatore INDIRE Samuele Calzone, il 94% degli studenti utilizza l’IA almeno occasionalmente e il 62% lo fa con frequenza settimanale o quotidiana. La differenza tra ordini di scuola è marcata: alle medie il 12,5% non la usa mai, mentre alle superiori la quota scende all’1,5% e gli utilizzatori più assidui salgono al 27,7%. L’84% degli studenti ricorre all’IA per studiare, soprattutto in italiano, scrittura e riassunti (40,3%), lingue straniere (34,9%) e matematica e scienze (32,8%), mentre il 76,5% ritiene che lo strumento aiuti a comprendere meglio gli argomenti.
L’indagine evidenzia quello che i ricercatori definiscono il paradosso della fiducia: il 76% degli studenti dichiara di fidarsi delle risposte dell’IA e il 62% afferma di verificarle su altre fonti, ma sono proprio gli studenti che si fidano di più e quelli che si fidano di meno a controllare meno le informazioni, rispettivamente nel 55% e nel 56,1% dei casi. Il controllo più accurato si registra invece tra chi ha una fiducia moderata nello strumento. Il 44% degli studenti teme inoltre che l’uso scolastico dell’IA possa renderli troppo dipendenti e ridurre la capacità di “pensare con la propria testa”.
Il 53% degli studenti ha dichiarato di essersi rivolto all’IA anche per sfogarsi o affrontare un problema personale, un fenomeno più diffuso tra le ragazze e tra gli studenti più giovani. Per il futuro, i ragazzi chiedono soprattutto un’IA al servizio dell’uomo: solo il 6% le affiderebbe decisioni etiche o politiche complesse. “La scuola non può limitarsi a osservare il fenomeno”, ha commentato Samuele Borri, dirigente tecnologo INDIRE, sottolineando la necessità di accompagnare gli studenti verso un uso critico e consapevole. Per Luigi Ballerini, presidente del comitato scientifico del Festival, la sfida è fare della verifica e del giudizio critico “parte integrante dell’esperienza educativa”.