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“Più ore di lavoro? No, siamo già sovraccarichi e oberati di burocrazia. In classe non si improvvisa”

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Fa discutere la proposta dell’Aran riguardo l’aumento dell’orario di lavoro. In base alle ultime indiscrezioni per i docenti ci sarebbero delle funzioni obbligatorie su decisione dei presidi. A Il Messaggero, interviene Ludovico Chianese, docente di storia e filosofia al Liceo Classico “Sbordone” di Napoli. L’insegnante si dice contrario all’aumento: “Assolutamente no, la bozza di contratto contiene richieste irricevibili per noi docenti. Con la legge della Buona scuola gli insegnanti hanno subito un sovraccarico di lavoro senza fine: si aggiungono compiti su compiti e la burocrazia non ci aiuta. […] Non possiamo pensare che i docenti entrino in classe ed improvvisino al momento. Insegno in un liceo e ho 18 ore in classe a cui, mediamente, se ne aggiungono altre 18 ore a casa. […] Non è giusto affidare le decisioni al preside, mancano le delimitazioni dei compiti dei dirigenti scolastici. Anche loro sono carichi di lavoro e in questo modo cercano di obbligare i docenti ad aiutarli”.

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