A che punto siamo con il PNRR per l’Istruzione? Se lo chiede la Fondazione Agnelli analizzando i dati della piattaforma Italia Domani.
Nell’ultima parte del 2025 fino all’inizio del 2026, il PNRR per l’Istruzione ha fatto registrare un’accelerazione rispetto ai mesi precedenti ma resta in forte ritardo, tanto difficile da recuperare, a poco tempo dalla scadenza del Piano. A febbraio 2026, a quattro mesi dalla scadenza del 30 giugno, tutti gli interventi devono essere completati e i target raggiunti, ma meno della metà delle risorse PNRR assegnate al comparto Istruzione risultano spese. Tra ottobre 2025 e febbraio 2026 la percentuale di spesa effettuata, rispetto al finanziamento assegnato, risulta salita di 9 punti percentuali (dal 36% al 45%). L’accelerazione principale si registra sull’edilizia scolastica, arrivata al 52% delle risorse ricevute.
Secondo il direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto “ci sono stati indubbiamente progressi in questi mesi e altri se ne possono attendere per gli ultimi 4 mesi del Piano. Sappiamo che ci sono ritardi nella rendicontazione della spesa di progetti per interventi già conclusi, tuttavia è ragionevole pensare che molti progetti importanti non saranno portati a termine nei tempi concordati. Penso alla costruzione di nuove scuole innovative e agli interventi per aumentare i posti negli asili nido, già fortemente ridimensionati in una revisione del Piano richiesta dal Governo Italiano all’UE”.
Al febbraio 2026 risultano 3.849 progetti approvati in tutta Italia che, se portati a termine, permetterebbero secondo il Governo, di realizzare 186mila nuovi posti. A 4 mesi dalla scadenza del Piano però, il 62% delle risorse PNRR assegnate riguarda progetti ancora in fase di affidamento ed esecuzione.
I nuovi dati, segnala ancora la Fondazione Agnelli, confermano una distribuzione regionale dei finanziamenti per stato di avanzamento dei progetti a sfavore del Sud. Se le regioni del Centro-Nord, negli ultimi mesi, sono andate a passo spedito (Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte), e oggi si trovano in posizioni nettamente superiori alla media nazionale del 34% di progetti conclusi o in via di conclusione, le regioni del Sud (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) sono in ritardo (tra 21% e 28%). In ritardo anche il Lazio.
Se il PNRR realizzasse i suoi obiettivi, l’Italia passerebbe da una copertura media del 2021 di 26,5 posti asili nido pubblici e privati ogni 100 bambini fra 0-2 anni a 35,5 posti dopo il PNRR. Un incremento però non omogeneo, con un impatto potenziale in alcune regioni del Sud, dove l’investimento servirebbe a ridurre divari strutturali e porterebbe a una riduzione delle disuguaglianze a livello nazionale. Ma Regioni come Sicilia e Campania resterebbero in ogni caso nettamente sotto la media nazionale e l’obiettivo del 33%.