Registrati

Prima Ora - Notizie del 31 luglio

31.07.2026

Posizioni economiche Ata, graduatorie pubblicate ma niente soldi. FederAta: pronti a diffidare il Mim

Dal 23 al 27 febbraio scorsi si sono svolte le prove finali per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale ATA all’interno delle Aree. Le relative graduatorie sono state pubblicate a giugno.

Lo sfogo

Da quel giorno non ci sono notizie. Il sindacato FederAta non ci sta e ha denunciato la situazione con un comunicato: “Ad oltre un mese di distanza, gli Uffici competenti non hanno ancora emanato un solo decreto di assegnazione. Nessun riconoscimento formale, nessun adeguamento in busta paga per i lavoratori che si sono guadagnati il diritto a questo beneficio economico”.

Mentre le scuole italiane si reggono in piedi grazie all’immenso lavoro, ai sacrifici e agli straordinari (spesso non pagati) di Collaboratori Scolastici, Assistenti e DSGA, il Ministero dell’Istruzione e del Merito tiene congelati i fondi che spettano di diritto al personale. FederATA dice BASTA. Non siamo disposti ad accettare l’ennesima presa in giro ai danni del personale ATA, usato come ‘ruota di scorta’ del sistema scolastico solo quando conviene.

Avvisiamo tutti i colleghi che, in qualità di organizzazione sindacale FederATA, stiamo predisponendo un formale atto di diffida e contestuale messa in mora ex art. 1219 c.c. da notificare a breve al Ministro dell’Istruzione e del Merito e a tutti gli Uffici Scolastici Regionali per il reiterato e ingiustificato ritardo nell’erogazione delle somme spettanti.

Presto una mobilitazione?

Qualora non si provveda all’immediato sblocco delle assegnazioni e all’integrale liquidazione delle posizioni economiche maturate, procederemo con l’invio formale e adiremo le competenti sedi giudiziarie per la tutela dei diritti dei lavoratori. Inoltre, FederATA annuncia fin da ora una capillare mobilitazione sindacale su tutto il territorio nazionale: vigileremo costantemente affinché questo legittimo e sacrosanto diritto non venga relegato nel dimenticatoio, intraprendendo ogni azione di protesta e di sensibilizzazione necessaria. Chi ha diritto a quei soldi deve averli ora. La burocrazia non può essere una scusa per calpestare i diritti dei lavoratori”, concludono.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate