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Prima ora | notizie del 16 luglio

16.07.2026

Posizioni economiche ATA, ritardo nel riconoscimento nonostante le graduatorie siano pronte da un mese: la FLC CGIL chiede un incontro urgente

Nonostante le graduatorie definitive delle posizioni economiche ATA siano state pubblicate il 19 giugno scorso, le procedure risultano inspiegabilmente ferme.

Per questo, in data 16 luglio 2026, la FLC CGIL ha inviato una formale richiesta di incontro urgente ai vertici del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) per sbloccare l’attribuzione delle nuove posizioni economiche.

Uno stallo che dura da anni

Molti lavoratori attendono il riconoscimento di questi incrementi retributivi da oltre due anni. Nonostante le rassicurazioni fornite dal Ministero circa una convocazione dei sindacati subito dopo la pubblicazione delle graduatorie, a distanza di un mese non è stato fatto alcun passo avanti concreto.

Secondo la FLC CGIL, questo “protrarsi dell’iter amministrativo” sta causando un ritardo ingiustificato nel riconoscimento di un diritto contrattuale. Il sindacato è categorico: il beneficio economico deve essere riconosciuto con decorrenza immediata a far data dal 1° settembre 2024.

I punti critici sul tavolo

La richiesta punta a fare chiarezza su diversi aspetti tecnici ancora nebulosi. La segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, ha sottolineato la necessità di conoscere:

  • Lo stato di avanzamento reale del procedimento.
  • Un cronoprogramma certo per le attribuzioni economiche.
  • Le modalità applicative e le istruzioni da fornire agli Uffici Scolastici Regionali e agli Ambiti Territoriali.

Restano inoltre da definire questioni delicate come la compensazione dei contingenti, i possibili scorrimenti delle graduatorie e la gestione del personale che ha ottenuto un trasferimento in un’altra provincia dopo la formazione delle liste.

Verso la mobilitazione?

La richiesta di incontro ha l’obiettivo di evitare ulteriori pregiudizi per il personale interessato. Il sindacato confida in un sollecito riscontro e in una rapida convocazione. In assenza di risposte chiare, la tensione tra i lavoratori delle scuole potrebbe trasformarsi in nuove forme di protesta per vedere finalmente riconosciuto quanto previsto dai contratti.

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