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20.06.2026

Precari scuola, D’Aprile (Uil): “Serve un piano straordinario di assunzioni. Nel prossimo contratto anche la salute mentale”

Un piano straordinario di assunzioni su tutti i posti vacanti, la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto e l’utilizzo delle Gps, insieme ai concorsi, come canale strutturale di reclutamento. Sono le richieste del segretario nazionale di Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile, messe nero su bianco in un’intervista alla Gazzetta del Sud. Una conversazione a tutto campo, nella quale il dirigente ha fatto il punto sulle questioni aperte del comparto dell’istruzione. A partire da quella dei precari, che anche in questi giorni “sono impegnati a garantire il regolare svolgimento degli Esami di Stato, assumendosi le stesse responsabilità dei colleghi di ruolo nelle commissioni d’esame“. Ma che, in molti casi, “saranno licenziati al termine degli esami senza alcuna certezza di essere nuovamente assunti il primo settembre”.

”Dietro le cattedre ci sono lavoratori che ogni giorno affrontano carichi burocratici crescenti, responsabilità sempre più complesse, episodi di aggressione e un livello di stress che sta diventando strutturale”, ricorda D’Aprile. “A questo si aggiunge un problema culturale che continua a condizionare il modo in cui l’opinione pubblica percepisce il lavoro nella scuola. È ancora diffusa l’idea che insegnanti e personale scolastico lavorino poche ore alla settimana e godano di tre mesi di vacanza all’anno. Una rappresentazione lontana dalla realtà. Dietro le ore di lezione ci sono attività di programmazione, preparazione delle lezioni, correzione degli elaborati, colloqui con le famiglie, formazione obbligatoria, riunioni collegiali, adempimenti amministrativi, progetti, attività di inclusione e orientamento. Un lavoro spesso svolto ben oltre l’orario contrattuale e che rimane in gran parte invisibile”.

“Eppure, parliamo di persone che amano profondamente il proprio lavoro“, dice ancora il segretario nazionale di Uil Scuola. “Chi sceglie di insegnare non lo fa per convenienza economica e, nella maggior parte dei casi, non vorrebbe fare altro. Ma la passione da sola non basta. I dati dell’Università Bicocca e di IARD sono un campanello d’allarme: il lavoro svolto fuori dall’aula è aumentato di oltre cinque ore settimanali rispetto agli anni Novanta e sei insegnanti su dieci ritengono necessario un supporto psicologico. Per questo il prossimo contratto dovrà occuparsi anche della salute mentale e del benessere lavorativo. Serve una maggiore consapevolezza del fenomeno e un intervento concreto per ridurre gli adempimenti burocratici impropri che sottraggono tempo alla funzione educativa“.

“Se riuscissimo a liberare anche solo un’ora a settimana dai carichi burocratici per ciascun lavoratore della scuola”, ha concluso D’Aprile, “restituiremmo al sistema milioni di ore da dedicare alla didattica, all’inclusione, alle relazioni educative, alla formazione e alla qualità del servizio”.

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