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11.07.2026

Stipendi, 300 euro netti d’aumento a carabinieri, poliziotti e finanzieri, poi 17.900 nuovi agenti da assumere: impietoso il confronto con prof e Ata

Il Governo ha attenzione per queste professionalità

L’attenzione economica del Governo in carica per gli agenti di polizia, i carabinieri e finanzieri è notevole: gli oltre 200 euro netti di aumento al mese vanno a rimpolpare uno stipendio medio annuo di circa 40mila euro lordi complessivi, quindi superiore, sempre in media, di circa mille euro al mese anche quello degli insegnanti (non molto superiore a 30mila euro annui lordi e per i quali, con l’ultimo Ccnl, il 2025/27, l’aumento si è fermato a circa 140 euro lordi medi).

Il confronto con la scuola

Il confronto con la scuola diventa ancora più impietoso se si guarda al reclutamento. Il numero di insegnanti immessi in ruolo, infatti, si colloca infatti, per vari motivi, non molto sopra al numero di docenti che lasciano per la pensione. Eppure la percentuale di precari tra gli insegnanti è fortemente superiore, superiore al 20% rispetto all’organico complessivo.

Anche quest’anno, a fronte dei quasi 47mila autorizzati dal Mef, si può prevedere che saranno diverse migliaia in meno quelli che effettivamente verranno assunti a tempo determinato (andando così a rafforzare le storiche supplenze annuali, collocate da anni sopra le 150mila unità). E tra il personale Ata va anche peggio: per legge, infatti, le immissioni in ruolo non possono superare la quantità dei pensionamenti attuati nello stesso anno, lasciando su questo fronte circa 25mila posti a supplenza.

I motivi degli incentivi e delle assunzioni di nuovi agenti

Inoltre, continua Zangrillo, “dopo Caivano abbiamo esteso le iniziative in altre undici aree critiche, tra cui Orta Nova a Foggia e Rosarno-San Ferdinando a Reggio Calabria”.

Quindi, il numero uno della PA tiene a ricordare che “venivamo da otto anni di blocco del turnover, un periodo in cui l’amministrazione italiana ha perso 300mila persone. Ma riducendo i tempi dei concorsi nel triennio 2023-2025 siamo riusciti a inserire 641.000 persone e ora ci si presenta una grande opportunità. Da qui a sei anni andranno in pensione circa un milione di dipendenti pubblici (tra cui anche almeno 150mila docenti e Ata n.d.r.) e al loro posto assumeremo oltre un milione di giovani entro il 2032. Il merito è l’unico ascensore sociale che permette alle persone di sfidarsi e migliorarsi”.

A proposito del lavoro in remoto da casa, in lento ma costante aumento nella pubblica amministrazione, tra le donne e al Nord, ma non nella scuola, Zangrillo ha dichiarato d non avere “pregiudizi ideologici, ma lo smart working deve essere gestito dal dirigente in funzione della misurazione della performance”. In questo modo, se lo smart working aiuta a raggiungere questo scopo e migliora l’equilibrio del dipendente, allora “è utile. Ma chi pensa che equivalga a stare a casa sganciati dagli obiettivi, sbaglia prospettiva”, ha sottolineato Zangrillo concludendo il suo intervento.

“Il piano prevede l’inserimento di 17.900 nuovi agenti, distribuiti tra carabinieri, polizia, guardia di finanza. Abbiamo chiuso gli accordi con i sindacati e sono previsti 2.600 euro netti in più all’anno. I nuovi agenti arriveranno in tutta Italia al massimo entro due anni“. Sono parole cariche di orgoglio quelle di Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione. In un’intervista a La Stampa, il titolare della Funzione Pubblica spiega che da parte del Governo Meloni “c’è una grande attenzione per le aree metropolitane, dove la domanda di sicurezza dei cittadini richiede risposte pronte e un presidio costante. A Torino verranno assunti agenti in un numero superiore a quello delle uscite previste per i pensionamenti”.

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