Una vita intera di precariato: un docente di religione sta per entrare in ruolo a ben 59 anni. A dirlo lui stesso, in una intervista a La Stampa. L’insegnante lavora dal 2001 e finalmente ha superato il concorso straordinario indetto dopo vent’anni.
Purtroppo ai tempi del precedente concorso, nel 2004, non è riuscito ad accedere perché doveva avere quattro anni di insegnamento alle spalle, e a lui mancavano quattro mesi. “È stata una sfida tornare sui libri ma stimolante, mi sono sentito ringiovanito. Ho sempre avuto la certezza che la Diocesi mi avrebbe rinnovato il contratto”, ha detto con sarcasmo.
Per il docente l’insegnamento è una passione, ha avuto altre opportunità lavorative anche più remunerative, ma ha preferito la scuola, “la rinuncia più facile della mia vita”, ha aggiunto.
Il docente dovrà vedersi risarcite 24 mensilità. Parla di una “una vittoria storica per la giustizia e per tutti i lavoratori precari della scuola” il sindacato Uil di Reggio Emilia. Il docente lavora con contratti annuali da oltre trent’anni, dall’annata didattica 1989-1990. In questo lungo periodo non ha mai avuto la stabilizzazione in ruolo più volte richiesta e alla fine ha deciso di muoversi per vie legali contro il ministero.
Il giudice incaricato del procedimento ha riconosciuto le sue ragioni, dichiarando illegittimo il continuo reiterare contratti annuali che non garantivano continuità e condannando il ministero dell’Istruzione per l’abuso di contratti a tempo determinato.