Home Attualità E il presepe divenne “rivoluzionario”?

E il presepe divenne “rivoluzionario”?

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La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel video “2 minuti con Giorgia” su Facebook, si è così espressa: “Ho deciso di fare il Presepe quando non lo fa più nessuno, quando nelle scuole dicono che non si può fare perché offende chi crede in un’altra cultura. Continuo a chiedermi come possa un bambino che nasce in una mangiatoia o una famiglia che scappa per difenderlo, offendere qualcuno. Come possa offendere qualcuno la mia cultura. Proprio non me ne faccio una ragione: che si creda in Dio oppure no, in questo simbolo sono raccolti i valori che hanno fondato la mia civiltà. Quello che io sono è in questo simbolo: io credo nel rispetto, nella laicità dello Stato, nella sacralità della vita, nella solidarietà perché me lo ha insegnato questo simbolo”.

“Io voglio che mia figlia Ginevra sappia che il Natale non è solo regali costosi e cibo ma che con il Natale noi celebriamo questi valori, e credo che anche voi lo dobbiate spiegare ai vostri figli. Fate il presepe. Fate il presepe insieme a me: quest’anno tutti insieme prendiamo il pastorello e facciamo la rivoluzione del presepe”.

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Allora rivoluzione su tutto il fronte dell’accoglienza

E fin qui siamo d’accordo con la Meloni e soprattutto quando dice: “come possa un bambino che nasce in una mangiatoia o una famiglia che scappa per difenderlo, offendere qualcuno”.

No, non offende nessuno, anzi! Fa capire che tutte le persecuzioni sono immorali.

Ma fa capire pure che ai giorni nostri, anche tante altre migliaia di profughi scappano dalla loro Nazione per difendere il futuro delle loro famiglie e vengono in Europa, alla ricerca di protezione da altri Erode che vogliono sgozzare i figli.

E inoltre, i valori del Cristianesimo, quelli che il Papa giornalmente cerca di spiegare, sono sia quelli sottesi al presepio e sia i grandi principi di accoglienza, amore, altruismo, tolleranza, pace, umiltà, fratellanza predicati dal Vangelo, cui la Meloni si rifà.

E allora perché rifiutare e opporsi alla legge dello “Ius soli” che consente la cittadinanza ai bimbi nati in territorio italiano? Perché accanirsi contro gli stranieri e di chi professa altri credi religiosi?

Il presepe povero per i poveri e per i perseguitati: anche questo segnala la natività che San Francesco volle realizzare per la prima volta.

Appellarsi ai valori cristiani, rappresentati dal presepio, significa anche accettare tutto ciò che esso descrive.