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13.01.2026

Programma ERASMUS+, sbloccati 5,2 miliardi di Euro per la mobilità studentesca

La mobilità universitaria e non si è particolarmente accentuata nell’ultimo ventennio. Numerosi studenti e studentesse vengono ospitati ed esplorano università all’estero, in Europa e Paesi parte del programma ERASMUS+, per conseguire il titolo di studio previsto. Al mondo non è in vigore un’iniziativa simile, programmi privati a parte. Stessi esami (programmi differenti), medesimi sistemi di valutazione, stessa modalità di conseguimento dei titoli per milioni di studenti che annualmente varcano i confini nazionali con il patrocinio dei rispettivi atenei. Per quest’anno l’UE ha annunciato lo sblocco di oltre 5 miliardi di Euro di fondi destinati ai programmi ERASMUS+, vale a dire non solo mero studio all’estero presso atenei convenzionate, ma anche esperienze di lavoro, tutoraggio, tirocinio e così via. Gli atenei avranno un maggiore accesso ai fondi comunitari, si prevedrà l’ampliamento delle graduatorie e l’assunzione di migliaia di tutor ERASMUS+ sparsi per l’Europa.

I dati comunitari

Nel 2024 il programma Erasmus+ ha coinvolto a livello europeo quasi 1,5 milioni di persone tra studenti universitari, apprendisti, giovani, docenti e formatori, distribuiti più o meno equamente in oltre 34.000 progetti e più di 85.000 organizzazioni coinvolte e convenzionate. Una quota rilevante, circa 265.000 partecipanti, proveniva da contesti con discrete o limitate opportunità economiche, sociali o geografiche, a conferma di un programma sempre più orientato all’inclusione di tutti gli studenti. I dati per Paese mostrano una partecipazione particolarmente elevata nei grandi Stati membri: Spagna, Francia e Germania figurano stabilmente tra i primi Paesi sia per studenti in mobilità in uscita sia per studenti ospitati. L’Italia, nel solo 2024, ha coinvolto complessivamente circa 76.000 persone, con oltre 36.000 mobilità nell’istruzione superiore ed accademica. Dietro questi numeri ci sono particolari ed avvincenti esperienze personali di crescita, giovani che affrontano la prima vera autonomia gestionale lontano da casa,  in modo tale che imparino a muoversi in contesti culturali diversi e tornino con nuove competenze, relazioni internazionali e una maggiore fiducia e prospettiva futura.      

I nuovi fondi 

Per il 2026 il programma Erasmus+ è dotato di un budget importante di circa 5,2 miliardi di euro, confermando l’impegno dell’Unione Europea nel sostenere la mobilità studentesca ed accademica, la cooperazione e lo sviluppo di competenze in diversi settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport. Questo pacchetto di risorse finanzierà progetti singoli di mobilità per circa 1.275.000 partecipanti, tra studenti, apprendisti, personale educativo e giovani non impegnati (NEET), e coinvolgerà oltre 100.000 organizzazioni pubbliche e private tra università, scuole, centri di formazione professionale, ONG giovanili e associazioni sportive in tutta Europa. Per il 2026 è stata introdotta una nuova organizzazione specifica per il settore scolastico – i Partenariati europei per lo sviluppo della scuola – che mira a sostenere la cooperazione e l’innovazione didattica tra istituti e autorità scolastiche. I fondi manterranno le priorità storiche e consolidate di Erasmus+, tra cui l’inclusione sociale, la transizione digitale e verde e la partecipazione democratica degli studenti e docenti, con l’obiettivo di migliorare lo sviluppo delle competenze di base, digitali, civiche e ambientali necessarie per lavoro e studio.

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