Oggi, 2 marzo, hanno inizio le prove Invalsi 2026 per gli studenti del quinto anno della scuola secondaria di secondo grado.
Il cronoprogramma delle prove INVALSI 2026 si presenta fitto e diversificato in base al grado di istruzione. Ad aprire le danze sono gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. Per le classi non campione, la finestra di somministrazione online (CBT) è fissata tra il 2 e il 31 marzo 2026, mentre le classi campione svolgeranno i test in quattro giornate specifiche tra il 2 e il 6 marzo.
Seguiranno ad aprile le classi di terza media, con prove previste tra l’8 e il 30 aprile per le classi non campione.
Maggio sarà invece il mese della scuola primaria, che mantiene il tradizionale formato cartaceo: le prove si concentreranno tra il 5 maggio (Inglese per la V primaria), il 6 maggio (Italiano per II e V) e il 7 maggio (Matematica per II e V).
Infine, le classi seconde delle superiori affronteranno i test tra l’11 e il 29 maggio.


Un punto cruciale ribadito nella lettera riguarda il valore “legale” delle prove: per gli studenti di terza media e dell’ultimo anno delle superiori, lo svolgimento delle prove INVALSI di Italiano, Matematica e Inglese costituisce requisito indispensabile per l’ammissione all’Esame di Stato.
La vera novità del 2026 riguarda le competenze digitali (DIGCOMP). Per la prima volta, in via sperimentale, queste competenze verranno rilevate nelle classi campione dell’ultimo anno delle superiori. L’obiettivo è misurare il livello di alfabetizzazione digitale degli studenti secondo gli standard europei, fornendo un punto di riferimento per future azioni di supporto. Sebbene non siano obbligatorie e non confluiscano nel curriculum dello studente, rappresentano un passo avanti verso una valutazione basata su compiti autentici.
Oltre ai test di apprendimento, l’INVALSI continuerà a raccogliere informazioni sul contesto socio-economico-culturale attraverso questionari rivolti a studenti e segreterie. Questi dati, trattati secondo i rigorosi standard di sicurezza del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN), sono fondamentali per calcolare il “valore aggiunto” fornito dalle scuole, isolando l’effetto dei fattori esterni sui risultati didattici.