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Punta di ferro nella carne alla mensa scolastica: è il quarto caso in due anni. Indagano i Nas

Una punta di ferro trovata nella carne da una bambina di 7 anni durante il pranzo alla mensa della scuola primaria in provincia di Padova. L’episodio, avvenuto nella prima settimana di marzo, ha riaperto un caso che si trascina da due anni e che ora vede impegnati i Carabinieri del Nas e la Procura di Padova.

Il quarto episodio in due anni: una serie che non si ferma

Come riporta Il Corriere, non si tratta di un caso isolato. Nel marzo 2024 era stata trovata una lametta nel pane, sempre nella stessa scuola e con lo stesso fornitore. In un’altra occasione un alunno aveva trovato una puntina da disegno nel boccone che stava per ingerire, mentre un altro bambino aveva scoperto un insetto morto nel piatto. Quattro episodi in due anni, tutti riconducibili allo stesso appalto. Alcune famiglie avevano già chiesto un cambio di fornitore al termine dell’anno scolastico precedente, senza successo. Un genitore che segue la vicenda ha riferito: “Si è andati avanti con questa azienda, la quale ha promesso un miglioramento del servizio con un aumento del costo del singolo pasto da 4,80 a 6,20 euro”.

Le indagini: macchinari integri, il sospetto è la manomissione

La Procura di Padova ha affidato ai Carabinieri del Nas una serie di controlli approfonditi, condotti insieme al Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Ulss 6 Euganea. Gli accertamenti non hanno evidenziato anomalie nella catena produttiva: tutti i macchinari del centro cottura sono risultati integri e funzionanti, senza segni di distacco di componenti metalliche. L’azienda ha dichiarato nella sua nota ufficiale: “Le verifiche tecniche immediatamente attivate hanno attestato l’integrità delle attrezzature utilizzate e la loro regolare funzionalità: non emergono evidenze di distacco di parti metalliche o malfunzionamenti imputabili ai macchinari durante la preparazione dei pasti”. Elementi che spostano il sospetto verso una possibile manomissione dolosa avvenuta dopo la consegna del cibo alla scuola. Gli investigatori stanno ora approfondendo chi avesse accesso ai pasti e con quali motivazioni.

Il sindaco presenta esposto, l’azienda si scusa

Sul fronte istituzionale, il sindaco ha presentato un esposto ai Carabinieri. Ha dichiarato: “Vogliamo che vengano accertati i fatti, il nostro obiettivo è quello di tutelare la salute e la sicurezza degli alunni”. L’azienda, dal canto suo, ha avviato un’indagine interna non appena appreso dell’accaduto, presentando scuse formali alle famiglie. Le indagini sono ancora in corso.

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