Da anni il sistema di reclutamento scolastico produce una situazione paradossale, ovvero migliaia di docenti che continuano a lavorare nella scuola statale senza riuscire a trasformare anni di servizio, titoli, competenze, esperienze professionali e procedure selettive superate in una concreta prospettiva di stabilità. Anche l’Europa ha posto da tempo il tema dell’abuso nella successione dei contratti a tempo determinato, richiamando gli Stati alla responsabilità. La direttiva 1999/70/CE, difatti, impone agli Stati membri di adottare strumenti efficaci per prevenirlo e contrastarlo.
In questo scenario, il Comitato Precari Uniti per la Scuola ha scelto di non limitarsi alle denunce, ma di passare dalle parole ai fatti. In un contesto caratterizzato da annunci e dichiarazioni che non si sono ancora tradotti in un progetto strutturato e concretamente attuabile, in grado di affrontare l’enorme dimensione del precariato scolastico, abbiamo scelto di mettere sul tavolo una versione perfezionata e ampliata della nostra proposta di riforma del reclutamento, già inserita nel quadro della petizione online per la riforma complessiva del sistema scolastico.
Il documento individua tre ipotesi alternative per affrontare in modo strutturale il problema del precariato:
PRIMA IPOTESI – Doppio canale di reclutamento. Un sistema che affianchi al percorso concorsuale un secondo canale di reclutamento, fondato sulla valorizzazione del servizio e dell’esperienza maturata nella scuola, in modo da riconoscere sia il merito sia la professionalità acquisita sul campo.
SECONDA IPOTESI – Riapertura e nuova articolazione delle GaE. La riapertura delle Graduatorie ad Esaurimento, con una nuova articolazione basata sul titolo di accesso, rappresentato dall’abilitazione o dalla specializzazione, valorizzando al contempo titoli e servizi maturati dai docenti.
TERZA IPOTESI – GUPIR. L’istituzione di una Graduatoria Unica Provinciale di Immissione in Ruolo, su base provinciale, nella quale i candidati vengono ordinati secondo un punteggio determinato sulla base dell’attuale tabella ministeriale, con una premialità aggiuntiva di 12 punti per il superamento o la vincita di un concorso ordinario.
Tre percorsi alternativi, ma un obiettivo comune: valorizzare merito ed esperienza e dare una risposta concreta a chi da anni lavora nella scuola senza una prospettiva stabile.
A queste si aggiungono: apertura della mobilità intercompartimentale; abolizione delle riserve per il servizio civile.
La versione completa della proposta di legge riguarda specificamente reclutamento, mobilità intercompartimentale e riserve per il servizio civile. Restano pienamente valide tutte le altre proposte e rivendicazioni contenute nella petizione per la riforma complessiva del sistema scolastico.
Quello che presentiamo è quindi lo sviluppo concreto della parte della petizione dedicata al reclutamento, trasformata in un articolato organico con tre possibili soluzioni.
Abbiamo scelto la strada più difficile, quella di trasformare le rivendicazioni in proposte strutturate e realizzabili.
Ora spetta alla politica scegliere se affrontare davvero il problema del precariato scolastico oppure continuare a rimandare.
Perché dietro graduatorie, procedure e numeri ci sono migliaia di persone che da anni contribuiscono al funzionamento della scuola statale e che hanno diritto a una prospettiva di stabilità.
La proposta c’è. Le alternative sono chiare. Ora tocca alla politica scegliere e decidere.
Comitato Precari Uniti per la Scuola