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Reclutamento e concorsi, le proposte di Cisl Scuola per cambiare il decreto sostegni bis; intervista a M. Gissi

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L’esame del decreto legge 73 (il cosiddetto Sostegni bis) sarà sospeso la prossima settimana per dare modo all’ufficio di presidenza della Commissione Bilancio della Camera di concludere la verifica sulla ammissibilità degli emendamenti (ne sono stati presentati 4mila).

Abbiamo chiesto a Maddalena Gissi, segretaria generale di Cisl Scuola, di spiegare quali sono, secondo il suo sindacato, le modifiche del tutto indispensabili.

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La prima questione riguarda il vincolo alla mobilità che da mesi chiediamo con forza di superare.
Gli emendamenti all’articolo 58 chiedono di abrogare il blocco alla mobilità sia quella definitiva che quella annuale ma fino ad ora abbiamo trovato molti ostacoli che abbiamo parzialmente aggirato ma non per soddisfare tutti. C’è una versione presentata dal PD, dalla Lega e da parte di altri che da almeno dal prossimo anno abolisce il vincolo per la mobilità annuale.

E per quanto riguarda le modalità di reclutamento?

Le nostre richieste sono chiare: i concorsi non bastano, lo dimostrano i dati degli ultimi anni.
Noi chiediamo che accanto ai concorsi ci sia un secondo canale di reclutamento che, vista l’emergenza, è stato individuato per le assunzioni 21//22, nell’utilizzo delle GPS di I fascia.

Cosa non vi piace del “modello” prefigurato dal decreto?

Il meccanismo previsto dall’articolo 59 non basta e ci auguriamo che passino le proposte per togliere il requisito del triennio di servizio. C’è chi propone di abbassarlo ad un solo anno.

Ma da quanto si legge dai vostri comunicati voi proponete una ulteriore estensione

Proprio così: sul sostegno questo ancora non basta e lo abbiamo dimostrato praticamente; quindi sarebbe bene che venissero approvati gli emendamenti che prevedono anche l’utilizzo delle seconde fasce.
In tal caso occorrerà integrare il percorso formativo con la formazione universitaria ai fini abilitanti, utile per tante categorie.
Secondo noi ci sono le condizioni per fare ciò.

Si parla di un nuovo concorso straordinario da farsi entro l’anno

Sì, esatto: c’è l’idea di un concorso straordinario da tenersi entro dicembre per i precari con tre anni di servizio. Meglio di niente!
Però noi siamo preoccupati per la prova concorsuale: oggi non prevede voto minimo (come avvenuto per i concorsi straordinari 2018 sia di infanzia e primaria che della secondaria), non vorremmo fosse una svista.

E sulla questione della impossibilità di ripetere il concorso cosa sta accadendo?

Ci sono molti emendamenti presentati da diversi partiti per togliere quella odiosa previsione di impedire la partecipazione al concorso successivo per chi non supera la procedura. Almeno questo dovrebbe passare.

Complessivamente qual è la valutazione del vostro sindacato sul decreto e sulle possibilità di migliorarlo?

Credo sia necessaria un’intesa bipartisan che per alcuni emendamenti deve partire dall’interno di alcuni partiti.
Oggi ci convincono molto di più gli emendamenti di Orfini (Pd) o della Lega e molto meno quelli del Pd che rischiano di esporsi ad interpretazioni e contenziosi inutili e dannosi. Chiediamo efficacia e linearità.