Home Politica scolastica Rete Studenti: “Gravissima lettera omofoba di una preside”

Rete Studenti: “Gravissima lettera omofoba di una preside”

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Qualche giorno fa la Preside dell’Istituto Comprensivo di Via P. A. Micheli di Roma ha fatto circolare una lettera in cui avvisava i genitori che da settembre, con l’attuazione del ddl buona scuola sarebbe entrato nella scuola, l’obbligo di insegnare la parità di genere basato sull'”ideologia gender”.

Come Rete degli Studenti Medi del Lazio riteniamo gravissimo che una Dirigente Scolastica faccia tali affermazioni. L'”ideologia gender” è uno spauracchio, un invenzione di chi ancora oggi nel nostro Paese alimenta l’odio e l’omofobia.
Un Dirigente Scolastico dovrebbe favorire i momenti di educazione alla sessualità e alla parità di genere piuttosto che affermare di voler proteggere gli alunni inneggiando un fantomatico pericolo di indottrinamento all’ideologia gender.

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Tali intenzioni, inoltre, non si riscontrano nel ddl buona scuola: nel testo si parla di educazione alle parità di genere e lotta alle discriminazioni in generale. Noi crediamo, tra l’altro, che proprio quest’ultimo episodio costringa il Governo e il Miur a prendere una posizione più netta sul contrasto all’omofobia. Faraone infatti ha prontamente risposto che non è nelle intenzioni del Miur promuovere alcuna ideologia gender. Ma noi crediamo che l’impegno del Miur su questo tema sia ancora eccessivamente insufficiente.

Proprio poche settimane fa siamo venuti a conoscenza del fatto che lo stesso Miur che oggi critica quella Preside, ha ritirato al strategia nazionale per il contrasto all’omofobia a scuola. Crediamo sia facile fare dichiarazioni di questo tipo e poi non muovere un dito per contrastare veramente gli atti di discriminazione che tanti studenti subiscono nelle scuole italiane.

Chiediamo al Miur e al Governo di ripristinare quella strategia e impegnarsi che venga applicata su tutto il territorio nazionale. Solo così si potrà evitare il ripetersi di eventi come quello della Preside della scuola di Roma. E’ arrivato il momento che il Governo ci ascolti: una scuola buona per davvero deve avere al centro il bene e il benessere dello studente e senza ascoltarci il Governo non sarà in grado di farlo.