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Riapertura scuole. M5S accusa: De Luca e Spirlì gettano le famiglie nel caos

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Sulla riapertura scuole si infiammano gli animi. “Mancano 48 ore al ritorno in classe di migliaia di studenti campani e calabresi delle superiori, eppure De Luca e Spirlí gettano ancora nel caos studenti e famiglie.” Così gli esponenti del MoVimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato.

L’accusa del M5S segue alle ultime raccomandazioni della Regione, che stabiliscono l’opzione DaD a scelta delle famiglie, come fatto negli ultimi mesi anche dal governatore della Puglia Michele Emiliano; e che consegnano ai Dirigenti Scolastici indicazioni in contraddizione con quanto voluto dal Ministero dell’Istruzione e dal Governo.

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“Il presidente campano, in contrasto con le disposizioni governative, chiede ai dirigenti scolastici di evitare gli orari differenziati. Una disposizione che lascia increduli, visto che le scuole hanno già rimodulato gli orari per consentire gli afflussi secondo fasce orarie differenziate. Ma soprattutto De Luca anziché assumersi le proprie responsabilità le scarica sulle famiglie campane preannunciando un rientro in classe “á la carte”, con la possibilità per le famiglie di scegliere tra dad e presenza a propria discrezione. Insomma il caos più totale, sulla pelle della comunità scolastica,” l’attacco senza mezzi termini di quello che è stato il maggiore partito di Governo.

L’accusa al governatore Spirlì

Una contestazione che arriva anche all’indirizzo del governatore della Regione Calabria Nino Spirlì che pare stia lavorando in queste ore a un’ordinanza dello stesso genere: “Il bello (anzi, il brutto) è che questo esercizio di amministrazione scellerata verrà preso ad esempio in Calabria, dove il presidente Spirlí ha preannunciato in una diretta facebook imbarazzante provvedimenti analoghi.”

La conclusione del M5S: “Davanti al muro di gomma di personaggi come De Luca e Spirlí un plauso va invece al grande lavoro fatto dalle istituzioni scolastiche in coordinamento con le prefetture in una logica di collaborazione istituzionale. La scuola è e sarà sempre più forte di certa politica”.