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04.07.2026

Riconoscimento anno 2013, Barbacci: “C’è un diritto e va finanziato”. Fracassi: “Serve investimento straordinario per valorizzare il lavoro”

A che punto siamo con il riconoscimento del 2013 ai fini della ricostruzione di carriera? Questa la domanda di un ascoltatore a cui, durante la diretta della Tecnica risponde live, hanno risposto le segretarie generali della Cisl Scuola Ivana Barbacci e della Flc Cgil Gianna Fracassi:

“I ricorsi se non hanno una base intanto, di morale, mi permetto di usare questa parola, volutamente diventano una trappola – afferma Barbacci – allora, siccome faccio il sindacalista e non l’avvocato, mi sento di dire che tutto ciò che è ottenibile giuridicamente deve avere anche una corresponsione economica. La sentenza recente dice che c’è un diritto e che questo diritto va finanziato. Bene, ottimo. Questo diritto va finanziato così come vogliamo il welfare contrattuale, così come vogliamo che venga alimentato il fondo specifico per il nostro settore, così come vogliamo trovare la le risorse per la formazione, per i buoni pasto, dobbiamo spingere chi governa affinché trovi la copertura per poter riconoscere la parte della ricostruzione di carriera del mancato scatto 2013. Questa è la strada, non ce ne sono altre”.

“Io credo che, dato che un po’ la scuola la conosco, c’è tanto lavoro aggiuntivo non pagato, è chiaro – spiega Fracassi – dobbiamo pretendere che questo non accada più e per farlo dobbiamo avere le risorse scuola per scuola per poterlo retribuire. Io voglio ricordare che il fondo di istituto è stato brutalmente decurtato, quelle risorse sono state tagliate. E purtroppo questo significa che nel riparto tra tutte le istituzioni scolastiche abbiamo una riduzione delle risorse per la contrattazione per la contrattazione di istituto. Quindi il tema è alla fine sinteticamente, che si tratti di 2013, di buoni pasto o di retribuire meglio il lavoro aggiuntivo, un investimento straordinario per valorizzare dal punto di vista contrattuale il lavoro nella nostro nella nostra scuola. Questo è il punto”.

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