Da 50 anni mi occupo di editoria e, in questa veste, ho avuto occasione di partecipare alle riunioni dei gruppi di lavoro dei progetti sperimentali (Ambra, Ergon,Cinque, Cerere… Progetto 92 e infine Brocca); allora un gruppo di ispettori e presidi illuminati (Murolo, Belli Contarini, De Felice, Di Bilio e tanti altri) avevano capito che qualsiasi riforma poteva naufragare nel vuoto se poi all’inizio del nuovo anno scolastico gli studenti non avessero avuto a disposizione libri di testo che recepissero tali novità.
Ora si corre lo stesso rischio
Prima incongruenza (amministrativa). Non sono state definite le classi di concorso ( importantissime se vediamo la seconda incongruenza).
Considerati i tempi, quest’anno le adozioni dei libri di testo verranno effettuate prima della definizione delle nuove classi di concorso e successive nomine. Quindi chi adotta i libri delle nuove materie di cui ben poco si sa? Tutto rimandato a settembre? Nuovi docenti che dovranno valutare che testi offre il mercato, richiederli, adottarli. A questo punto ne’ editori ne’ rappresentanti saranno in grado di offfrire tempestivamente i libri, ammesso che esistano
Seconda incongruenza (nuove materie): cito solo alcuni esempi
ISTITUTI AGRARI
Agrobiologia (66 ore in prima e 66 ore in seconda). Non esistono libri adatti a ragazzi che escono dalla terza media. E poi chi l’insegna?
Fondamenti di scienze agrarie. (66 ore in prima e 66 ore in seconda). Il titolo solo non consente di conoscerne i contenuti. Verrebbe da pensare all’evoluzione delle vecchie esercitazioni di agricoltura in vigore prima ancora di Cerere. Comunque anche qui direi che non esistono libri adatti.
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica. Abolite completamente le 66 ore in prima classe, si insegna solo in seconda classe.
Genio rurale, (topografia e costruzioni)
Ridotte a 66 ore in 3a classe (meno 33 ore) e a 33 ore in 4a classe (meno 33 ore).
Nulla in 5a (quindi non rimandiamo pedissequamente alle ben 231 ore a disposizione della scuola.
Ma, visto che i periti agrari possono realizzare progetti di costruzioni rurali (cantine, stalle ma anche agriturismi e fattorie didattiche) cosa ne dice l’ associazione dei periti agrari? Potranno ancora progettarle? Avranno maturato le competenze necessarie?
ISTITUTI TECNICI INDUSTRIALI, indirizzo meccanica e meccatronica
Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica
Perse 99 ore al primo anno , mantenute 99 ore al secondo anno ( non male per dei periti che del disegno meccanico ne hanno sempre fatto un vanto)
Elementi di elettrotecnica ed elettronica per meccatronici. ( 99 ore al secondo anno). Prima questa materia veniva insegnata da un ingegnere meccanico al terzo anno nel corso di sistemi e automazione ( che quindi insegnava le conoscenze di base necessarie ad un perito meccanico). Ora chi la insegnerà? Un ingegnere elettrico o elettronico? ( l’esperienza mi insegna che questo tipo di ingegnere tende a sviluppare contenuti molto più ampi e non necessari)
E comunque al momento non esistono libri specifici
Sistemi e automazione . Prima di questa revisione, avevamo132 ore al terzo anno, 99 ore al quarto anno e 99 ore al quinto anno. Ora questa disciplina è confluita in meccanica, meccatronica e robotica industriale (198 ore al terzo anno, 198 ore al quarto anno,165 ore al quinto anno ma già primameccanica e macchine assorbivano da sole 165 ore al terzo anno, 165 ore al quarto anno e 165 ore al quinto anno). Un taglio notevole per le principali materie di indirizzo e un contenuto molto gravoso per un solo docente.
Terza incongruenza
La circolare del MIM del 18 marzo dice testualmente “la quota di cui sopra ( 66 ore al primo anno e 66 ore al secondo anno a disposizione della scuola ( per tutte le discipline) sarà destinata al potenziamento delle discipline scientifiche“ già ridotte peròdi 66 ore in via curricolare)
E poi parliamo di potenziamento delle discipline STEM?
Poi sempre la circolare “ tale insegnamento sarà affidato nella stessa classe a più docenti di diverse classi di concorso”. Quindi escludiamo un volume unico per tutti ( “ diverse metodologie didattiche” ) e torniamo alla divisione in più volumi?
Credo che queste considerazioni (e sono solo alcune delle incongruenze) debbano meritare un momento di riflessione.
Massimo Manzoni