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Riforma, niente tour de force: arriverà in Aula alla Camera solo il 7 luglio

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Dopo l’autorizzazione a porre la fidicia sul maxi-emendamento da parte del Governo, salvo improbabili colpi di scena, la riforma della scuola è destinata ad essere approvata. Perché la maggioranza sembrerebbe avere i numeri a favore, in entrambi i rami del Parlamento. Ma il tour de force che avrebbe portato al via libera definitivo, a trasformarla in legge dello Stato, già la prossima settimana, non sarà rispettato.

Il programma stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, dove il testo perverrà dopo il praticamente scontato voto di fiducia dell’Aula del Senato previsto per il 25 giugno, prevede che la riforma della scuola tornerà in Aula alla Camera solo il 7 luglio. Dove il testo, quindi, non arriverà direttamente: a partire dal 30 giugno, infatti, subito dopo aver incassato la fiducia a Palazzo Madama, approderà in Commissione.

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Esultano Movimento 5 Stelle e Sel, che in queste ultime ore hanno dato vita a proteste vibranti nei confronti della maggioranza, rea, a loro dire, di aver programmato l’approvazione di una riforma così importante, quale è quella della scuola, attraverso un vero atto di “forzatura’”.

L’allungamento dei tempi, a questo punto, potrebbe però anche complicare il piano di attuazione delle assunzioni (che con i 6mila idonei del concorso del 2012 sono diventate quasi 107mila): se il DdL dovesse essere approvato troppo avanti, infatti, aumenteranno in modo esponenziale le possibilità di stipula dei contratti a tempo indeterminato con decorrenza 1° settembre 2015 solo a livello giuridico.

 

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