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08.07.2026
Aggiornato alle 00:29

Le scuole materne paritarie hanno un nuovo contratto: aumento di 80 euro in due anni, strumenti welfare da 100 euro l’anno, assistenza sanitaria integrativa

I 40mila dipendenti delle scuole dell’infanzia e dei servizi educativi degli istituti paritari possono contare su un nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro: martedì 7 luglio è stato firmato a Roma un accordo, relativo al biennio 2026-2027, che riguarda tutti gli istituti che aderiscono alla Fism, la Federazione Italiana Scuole Materne.

Cosa prevede l’accordo

Il nuovo contratto – giunto a ridosso della firma del decreto interministeriale che permetterà l’assegnazione di un bonus pari fino a 1.500 euro alle famiglie che iscrivono i figli agli istituti paritari – prevede incrementi retributivi per i docenti di 40 euro a partire da settembre 2026 e altri 40 euro da settembre 2027, dunque 80 euro a fine del biennio.

L’accordo prevede una disciplina più flessibile dei contratti a tempo determinato per le figure dei coordinatori, nonché dei docenti e educatori, reiterabili in attesa del conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento.

Previsto anche il consolidamento del welfare contrattuale e dell’assistenza sanitaria integrativa tramite il nuovo Fondo UniSalute.

Per gli anni 2026 e 2027, il valore degli strumenti di welfare è fissato in 100 euro per ciascun anno.

Brunetta esalta la contrattazione

All’incontro che ha portato al rinnovo contrattuale – scrive l’agenzia di stampa Ansa – ha partecipato anche il presidente del Cnel, Renato Brunetta: l’ex ministro della Funzione Pubblica – nell’ultimo Governo Berlusconi (2008-2011) e più di recente nel Governo a guida Mario Draghi (2021-2022) – ha ringraziato i presenti definendo la contrattazione tra le parti coinvolte “un luogo di libertà” e “la chiave del mercato del lavoro”.

Iemmi (Fism): coinvolti 40mila docenti, educatori, Ata

Successivamente ha preso la parola il presidente Fism Luca Iemmi che ha ricordato il ruolo della Federazione, oggi punto di riferimento in Italia per circa novemila realtà, fra scuole dell’infanzia e nidi.

Si tratta, ha detto Iemmi, “di realtà tutte non profit, molte delle quali iscritte al Runts in quanto enti del Terzo Settore, frequentate da oltre 400.000 bambini della fascia zero-sei anni e dove lavorano oltre 40.000 persone tra insegnanti, educatori e personale Ata a cui viene applicato il contratto” appena rinnovato.

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