Prima ora | Notizie scuola del 27 maggio 2026

BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
27.05.2026
Aggiornato alle 10:54

Rinnovo contratto scuola, quando arrivano gli aumenti? Cisl Scuola: probabile firma definitiva parte economica a giugno

Rinnovo contratto scuola 2025/2027, si continua con la parte normativa dopo la firma della parte economica dello scorso 1° aprile. Il primo incontro in merito, tra Aran e sindacati, si è svolto il 12 maggio. Ieri, 26 maggio, si è svolto il secondo.

La trattativa, come riporta Flc Cgil, è stata aggiornata al 24 giugno, alle ore 15,00. Nel frattempo, proseguiranno gli incontri tecnici bilaterali sui singoli argomenti per stringere i tempi del confronto.

L’intervento di Cisl Scuola

In premessa, come riporta CISL Scuola, il presidente dell’Aran ha informato le organizzazioni sindacali circa lo stato della procedura di certificazione della parte economica, che dovrebbe essere conclusa in tempo utile per consentire la sottoscrizione definitiva nel mese di giugno.

La CISL Scuola, nel proprio intervento, ha innanzitutto sottolineato l’esigenza di rafforzare l’istituto della contrattazione, anche attraverso la destinazione a tale livello di alcune materie che attualmente sono oggetto di confronto.

La CISL Scuola, inoltre, ha sollecitato una riflessione in merito ad alcuni organismi paritetici (per l’innovazione, per il monitoraggio degli atti unilaterali nelle contrattazioni di istituto) che, per quanto previsti dai CCNL precedenti, non sono mai stati costituiti.

Oltre ad alcuni interventi di chiarimento del testo contrattuale, la CISL Scuola ha richiesto che, nelle materie riservate alla contrattazione integrativa, siano recepite le novità recentemente introdotte dal D.L. 19/2026, con particolare riguardo alla definizione di ulteriori criteri da utilizzare nelle operazioni di mobilità territoriale e professionale come anche nelle assegnazioni provvisorie.

Infine, con riferimento alla formazione in servizio continua e incentivata, la CISL Scuola ha richiamato l’esigenza di disciplinare in sede di negoziato anche le disposizioni previste dall’art.16- ter del D.Lgs 59/2017 (docente stabilmente incentivato).

“Situazione che si ripete immancabilmente”

Il nodo delle tempistiche è stato attenzionato anche da Flc Cgil: “Lavoratrici e lavoratori debbano aspettare mesi e mesi per ricevere i benefici derivanti dalla firma dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro”. È quanto si legge in una nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

“L’ipotesi di CCNL – denuncia la nota – è stata siglata da tutti i sindacati presenti al tavolo negoziale lo scorso primo aprile e da allora non se ne è fatto più nulla. Gli organi di controllo, nello specifico il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Dipartimento della Funzione Pubblica e la Corte dei Conti, non hanno ancora rilasciato il loro visto”.

“È una situazione che si ripete immancabilmente: alla soddisfazione per la sottoscrizione di un contratto, segue il silenzio degli organi di controllo. E lavoratrici e lavoratori attendono. Inoltre, qualora ci fossero richieste di chiarimenti, i tempi si allungherebbero ulteriormente, come è avvenuto nel caso della sequenza sulle aziende ospedaliere universitarie dove l’iter di controllo è durato addirittura più di 500 giorni per poi concludersi in un nulla di fatto. Una vera enormità burocratica”. Spiega il sindacato di categoria.

Per la FLC CGIL: “La velocità con cui si è arrivati alla sottoscrizione dello scorso 1° aprile ha avuto una sola solida ragione: apporre sullo stipendio le risorse disponibili e dare subito alle lavoratrici e ai lavoratori quei soldi che erano stati loro negati con il CCNL del triennio 2022-24, quando, a fronte di un’inflazione del 18% circa, gli aumenti erano stati solo del 6%”.

Il resoconto di Flc Cgil

Per la FLC CGIL, il sistema delle relazioni sindacali deve essere anche capace di rispondere alle nuove esigenze del mondo del lavoro. In particolare, è stato chiesto di regolare l’impatto delle nuove tecnologie, quale l’Intelligenza Artificiale (IA), sulle prestazioni di lavoro.

Altrettanto centrale, scrivono “per la nostra organizzazione è la questione della salute dei lavoratori, un concetto che va ben oltre la pur fondamentale sicurezza sul posto di lavoro. Il nuovo testo normativo deve saper intercettare e contrastare fenomeni di disagio lavorativo sempre più diffusi nei nostri settori, a partire dal burnout”.

Durante l’intervento è stato inoltre stigmatizzato il mancato avvio di organismi già formalmente istituiti nei precedenti rinnovi contrattuali, chiedendone l’immediata attivazione. Si tratta, nello specifico dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione e dell’Osservatorio paritetico nazionale, uno strumento fondamentale per monitorare e arginare gli atti unilaterali delle amministrazioni.

È stata riproposta, anche alla luce della recente direttiva europea sulla trasparenza dei dati retribuitivi, la necessità di rafforzare e rendere più esigibile la parte relativa all’informazione successiva concernete l’utilizzo delle risorse del FMOF.

Infine, la FLC CGIL ha sollevato con forza il problema dei ritardi inaccettabili nelle procedure di controllo dei contratti nazionali e integrativi da parte degli organismi preposti (Funzione Pubblica, MEF e Corte dei Conti).

Il programma dell’Aran

Nell’incontro del 12 maggio le delegazioni sindacali rappresentative presenti hanno riscontrato da parte dell’Aran due volontà principali: chiudere la trattativa in fretta, possibilmente entro la fine dell’anno solare, e portare avanti la contrattazione attraverso incontri tecnici tematici di tipo prevalentemente on line.

I sindacati hanno espresso i loro dubbi, sostenendo che questo genere di trattativa necessita certamente di approfondimenti tematici, ma non certo relegandoli ad un confronto a distanza.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate