Mentre si attende il decreto relativo all’XI ciclo del Tfa Sostegno, il percorso che consente di ottenere la specializzazione sul sostegno didattico, a quanto pare ci potrebbero essere novità nel prossimo futuro.
Come abbiamo scritto, nella Gazzetta Ufficiale del 21 maggio è stato pubblicato il D.P.R. 12 marzo 2026, con il quale è stato adottato il Piano di Azione per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità.
Si tratta del Terzo Piano di Azione Nazionale per la disabilità. In particolare, la 4ª Linea di Intervento è interamente dedicata a Istruzione, Università e Formazione.
Innanzitutto, viene previsto un intervento legislativo per la definizione di inclusione scolastica specificando chiaramente i sostegni attivabili a seconda della condizione di disabilità o di altri bisogni educativi speciali.
Si parla anche di supporto ai docenti nella gestione di situazioni educative complesse al fine di migliorare la qualità dell’inclusione scolastica agendo, mediante i principi del peer teaching, in modo da rafforzare le competenze professionali dei docenti. A tal fine si propone di incardinare il servizio di consulenza tra pari, tramite la creazione di specifici “Sportelli di supporto ai docenti”, presso organismi già costituiti, quali i Centri Territoriali di Supporto – CTS.
Al fine di migliorare la qualità dell’inclusione scolastica viene scritto di promuovere la continuità didattica nelle procedure di assunzione e di nomina su “posto di sostegno”, prevedendo una limitazione della possibilità di passaggio da insegnante di sostegno a insegnante curriculare; introducendo misure incentivanti per chi sceglie il sostegno, come già verificatosi per le zone con povertà educativa o disagio, e definendo una quota minima di permanenza nella scuola assegnata, così che l’alunno sia seguito – di norma – per l’intero suo percorso di studi. Andranno inoltre anticipate le operazioni di nomina su posto di sostegno, facendo in modo che l’anno scolastico inizi con il docente assegnato in via definitiva al suo incarico. Bisognerà altresì prevedere misure che assicurino la continuità anche al personale docente a tempo determinato.
Viene caldeggiata l’introduzione di una piattaforma digitale per la gestione del “e-portfolio
professionale del docente”, come delineata dalla Scuola di alta formazione dell’istruzione, formato da una parte pubblica, consultabile dall’Amministrazione scolastica, e da una parte riservata, resa disponibile e gestita dal docente stesso, come spazio personale dove il docente potrà documentare la propria storia
formativa e la propria evoluzione professionale in modo più approfondito e narrativo.
L’obiettivo è la promozione di strumenti che consentano di operare l’assegnazione dei docenti alle classi sulla base delle specifiche competenze maturate e del curricolo professionale, in particolare per quanto concerne l’inclusione scolastica e il supporto ad alunni e studenti con bisogni educativi speciali. Le informazioni in merito alla pregressa esperienza nel campo dell’inclusione scolastica e sulla presenza di titoli di specializzazione, che appunto possono essere rese disponibili mediante un “portfolio professionale”.
Addio Tirocinio Formativo Attivo? Nell’undicesima linea di azione c’è scritto che occorre superare l’attuale sistema attraverso procedure più snelle che consentano di formare a ciclo continuo docenti specializzati, i quali potranno poi essere immessi in ruolo sulla base delle facoltà assunzionali determinate dal MEF e dal MIM.
Si parla della possibilità di istituire Scuole di specializzazione per il sostegno didattico e per l’inclusione scolastica (SSSDIS) presso le Università, per organizzare un sistema strutturale per la formazione iniziale e in servizio per l’inclusione scolastica.