Home Politica scolastica Rinnovo contratto, sul decreto legislativo Giannini prende tempo

Rinnovo contratto, sul decreto legislativo Giannini prende tempo

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Dai rappresentanti del Governo, in particolare quelli a capo del ministero dell’Istruzione, giungono dichiarazioni discordanti sulla prossima approvazione del testo legislativo che porterà un nuovo contratto, introducendo la premialità per il personale scolastico meritevole e che spende più tempo negli istituti scolastici. Nella stessa giornata in cui il sottosegretario Roberto Reggi annunciava al quotidiano “La Repubblica” il rivoluzionario piano di riforma del contratto di lavoro del personale scolastico, spiegando che ancora “dieci giorni ancora e la nostra proposta diventerà una legge delega”, con il Consiglio dei ministri chiamato ad approvare il testo prima della pausa estiva, dal ministro dell’Istruzione giungevano indicazioni temporali diverse.

Parlando prima di assistere al Palio dalle finestre del comune di Siena dove il ministro era ospite, Stefania Giannini ha detto che ora “si tratta di tradurre in un decreto legislativo” tutte queste cose, decreto “che dovrebbe essere presentato entro la fine dell’estate o, se possibile, prima delle brevi ferie estive che faremo”.

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Per il responsabile del Miur, quindi, il decreto legislativo sulla scuola sarà presentato solo se possibile prima di Ferragosto. Più realisticamente vedrà la luce entro la fine dell’estate: “dopo tre mesi di lavoro da parte del ‘Cantiere Scuola’ – ha spiegato il Ministro – ora si tratta di presentare alle forze di maggioranza, come stiamo facendo, le idee maturate che sono, anzitutto, il ruolo degli insegnanti, la premialità e le altre che ho indicato nel mio discorso programmatico”. Il decreto “sarà per le cose più urgenti – ha concluso il Ministro – e poi probabilmente ci sarà una legge delega”.

Vale la pena ricordare che sino a qualche giorno fa Giannini ha sostenuto che la proposta del nuovo contratto del personale scolastico sarebbe giunta “entro luglio”. Ora, però, per motivi legati anche all’alto numero di atti legislativi che il Governo è chiamato ad approvare, ha spostato in avanti la scadenza di un mese e mezzo. Solo che bisognava dirlo anche agli altri componenti del Miur…