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25.09.2026

Riscatto laurea docenti, regole, limiti e pensione

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 184 del 30 aprile 1997 è consentito al personale docente di riscattare, in tutto o in parte, gli anni di studio universitario ai fini pensionistici, purché non siano già coperti da contribuzione.

Il riscatto laurea docenti avviene su domanda all’INPS e può consentire di anticipare la data pensionistica o aumentare l’importo della pensione. Il riconoscimento degli anni universitari, tuttavia, non è automatico ed è soggetto alle condizioni previste dalla normativa.

 

Riscatto laurea docenti, cosa prevede la normativa

Il decreto citato e le successive disposizioni prevedono che il riscatto degli anni universitari sia a carico dell’interessato e venga riconosciuto esclusivamente a domanda.

Per il calcolo viene applicato il metodo retributivo fino al 1996 e quello contributivo per i periodi successivi al 1996.

È previsto inoltre il riscatto agevolato, introdotto dal decreto legislativo 4 del 2019, esclusivamente per i lavoratori interamente contributivi.

Questa condizione esclude la maggior parte dei docenti la cui carriera presenta anche periodi retributivi.

Centralità del titolo universitario

La riforma del sistema scolastico italiano prevede la laurea magistrale quale requisito legale di accesso alla professione docente.

La mancata valorizzazione previdenziale degli anni di studio universitario, se non attraverso il riscatto oneroso, determina una differenza tra gli obblighi formativi richiesti dallo Stato e il riconoscimento contributivo degli stessi

 

Quali titoli universitari possono essere riscattati

Possono essere riscattati fino a un massimo di 5 anni di studi regolari, con esclusione degli anni fuori corso.

Tra i titoli riscattabili rientrano la laurea triennale e magistrale, i diplomi universitari e le specializzazioni post-laurea.

Sono compresi anche i dottorati di ricerca, i percorsi ITS Academy e i titoli AFAM attivati dall’anno accademico 2005/2006.

Docenti svantaggiati, quali sono le condizioni

Considerato il numero di docenti precari, emerge una situazione di svantaggio: lo Stato richiede il possesso della laurea per accedere alla professione docente, ma gli anni universitari non vengono riconosciuti automaticamente ai fini previdenziali.

Il riconoscimento avviene attraverso il pagamento di un onere di riscatto, che può superare i 30.000 euro.

A questa situazione si aggiungono i numerosi anni di precariato, l’immissione in ruolo spesso oltre i 35 anni e le carriere contributive discontinue dovute alle supplenze non annuali.

Un ulteriore elemento riguarda l’impossibilità di accedere al riscatto agevolato per i docenti che presentano periodi di contribuzione retributiva

Proposta di legge Bucalo, cosa prevedeva

Tra le proposte di legge, successivamente accantonata e non calendarizzata, vi è quella presentata dalla senatrice Bucalo.

La proposta prevedeva per i docenti il riscatto agevolato della laurea anche in presenza di periodi retributivi e, soprattutto, l’attribuzione di contribuzione figurativa per gli anni universitari.

La formazione accademica sarebbe stata riconosciuta come periodo funzionale all’esercizio della professione e quindi come servizio utile ai fini previdenziali.

La proposta prevedeva inoltre di ridurre al 5 per cento l’aliquota a carico del personale interessato al riscatto, portando il contributo del dipendente da circa 6.000 a circa 900 euro per ogni anno da riscattare.

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