Breaking News
Aggiornato il 01.12.2025
alle 10:38

Salvini contro la sindaca Salis: promuove lezioni di sesso a bimbi di 3 anni, sono inorridito perchè così si tolgono radici e diritti genitoriali

“Una delle nuove eroine della sinistra, il sindaco di Genova Silvia Salis, ha detto con orgoglio che farà” fare a scuola “lezioni di sesso a bambini di tre o quattro anni. Sono inorridito”. A dirlo è stato Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e segretario della Lega.

Intervenendo domenica 30 novembre all’assemblea nazionale di Noi moderati, Salvini ha ribadito il concetto sostenendo che “qualcuno vuole cancellare le radici, togliere ai genitori il diritto-dovere di dare l’istruzione ai propri figli e metterlo in mano allo Stato”.

Solo un paio di giorni fa, sempre il ministro leghista Matteo Salvini aveva detto che a livello di scuola dell’Infanzia parlare di educazione sessuale è davvero “un po’ presto: spetta alle mamme e ai papà a 4 e a 5 anni giocare coi bambini e aspettare il momento giusto per ragionare di certe cose, che purtroppo oggi sui telefonini sono alla portata di tutti”.

Il leader del Carroccio aveva però anche tenuto a dire di essere in assoluto “a favore dell’educazione affettiva e dell’educazione sessuale nelle scuole dopo una certa età ma da padre, da papà, da genitore” anche di non essere “assolutamente d’accordo con quello che in alcune città guidate dalla sinistra stanno portando avanti ovvero l’educazione sessuale nelle scuole materne a bimbe e bimbi di tre o quattro anni”.

Il pensiero di Salvini appare quello della maggioranza di Governo: nel disegno di legge Valditara sulle ‘Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico’, su cui alla Camera dei Deputati è stato avviato un confronto lo scorso 10 novembre, con tanto di vibrante scontro dialettico in Aula tra il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e i parlamentari dell’opposizione, permane infatti il divieto, nella scuola dell’infanzia e primaria, come del resto previsto nel testo iniziale presentato il 23 maggio.

Sempre la maggioranza ha fatto invece un passo indietro – approvando un emendamento della stessa Lega – sull’impossibilità di svolgere attività di educazione sessuale con esperti esterni nelle scuole medie: queste, sono state infatti equiparate alle superiori, dove per tali attività si richiede il consenso dei genitori, i quali dovranno anche conoscere temi affrontati e materiale didattico utilizzato.

Sul tema si è espresso, qualche giorno fa, anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, affermando che “Il codice genetico dell’uomo non accetta la parità”. 

Poi ha rincarato la dose, come riporta Open da Agenzia Vista: “Va bene intervenire con l’educazione nelle scuole, ma bisogna vedere se gli educatori, per esempio alle elementari, sono sufficientemente preparati. Il rispetto delle regole però deve avvenire prima di tutto in famiglia, è lì il primo luogo in cui i bambini apprendono l’approccio nei confronti delle regole. È necessario intervenire con le leggi, con le leggi penali e la repressione, ma è soprattutto necessario intervenire con l’educazione”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate