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Scena muta Maturità, alunna ucraina si diploma con 100 e lode: “Protesta? Bambinata. Scriverò a Valditara”

Sono stati cinque, almeno per quanto si sa, gli studenti che hanno fatto scena muta alla maturità 2025 per protesta contro il sistema scolastico basato sui voti. A quanto pare, però, c’era da aspettarselo, alcuni studenti non sono d’accordo con le ragioni del boicottaggio, anzi.

Questo è il caso di una ragazza di origini ucraine, che è riuscita a diplomarsi con 100 e lode e ha criticato la protesta dei suoi coetanei. La studentessa, 23 anni, arrivata in Italia a sei anni nel 2008, ne ha parlato a Il Corriere della Sera.

L’alunna ha sempre lavorato

La ragazza ha studiato all’indirizzo meccanico di un professionale di Bologna, la stessa scuola in cui è stato bocciato un altro studente di origini straniere, pakistano, per cui docenti e compagni si sono mobilitati. La 23enne, che ha lavorato in questi anni per aiutare la famiglia, si è diplomata a pochi giorni dalla madre.

Ecco cosa ha raccontato: “Sono arrivata nel 2008, avevo 6 anni e sono stata messa in classe con i bimbi di un anno in meno di me. Integrarsi è stato molto difficile dal punto di vista sociale fino all’età delle medie, mentre a scuola per fortuna mi è sempre piaciuto molto leggere e leggere in italiano è la cosa che aiuta. Ho letto tantissimo il dizionario, non sapevo una parola e andavo a cercarla”.

“Studiavo la sera e lavoravo di giorno e per 12 ore nel weekend. Ora mi hanno promossa alla parte gestionale, lavoro su più ristoranti della stessa catena. Continuerò a lavorare, magari qualcosa di più inerente al diploma: è giusto farsi le ossa pur continuando a studiare. Fra pochi giorni andrò a immatricolarmi all’università di Bologna, farò Ingegneria per l’ambiente e il territorio. Voglio continuare gli studi per avere una condizione di vita migliore”, ha aggiunto.

Nai e problemi con l’italiano, come fare?

“Mi aspettavo il 100 senza lode. È stata una sorpresa. Poi ho pensato che era la mia rivalsa, il serale non è una passeggiata come si crede. È stato un percorso intenso: ho imparato molto in ambito meccanico e nei rapporti umani. Ti trovi in classe con persone di ogni età, ciascuno ti ispira con la sua storia. Ci sono molti stranieri che ci mettono tutta la determinazione che hanno per portare a casa il loro diploma. Ci siamo aiutati tutti insieme”. Ecco il suo commento sul caso dello studente pakistano: “Non lo conosco, ma al diurno il percorso preparatorio sulla lingua è ancora molto focalizzato sui classicismi dell’istruzione italiana. Per i ragazzi che arrivano già grandi e che devono partire da zero con la lingua si fa poco, non certo per colpa dei docenti che ci mettono l’anima. Forse era meglio lo fermassero prima Nadir, al serale è successo a molti per la lingua e hanno ripetuto l’anno”.

Ecco la sua opinione sulla protesta della scena muta: “Se lo fanno per protesta, mi chiedo che protesta sia. Non stanno dimostrando niente a nessuno, non cambiano nulla. Per coerenza allora non avrebbero proprio dovuto fare l’esame. Semplicemente in questo caso non avevano voglia di fare l’orale che è molto importante invece. È una bambinata che si ritorcerà loro contro, quando avranno a che fare con il mondo del lavoro”.

Poi l’annuncio: “Scriverò al ministro Valditara chiedendo di premiare percorsi come il mio: c’è chi si rifiuta di fare l’orale, ma c’è anche chi fa di tutto per arrivare al diploma. Se ci fosse un premio in denaro lo dividerei con i miei compagni di classe e con mia madre, c’è chi ci mette tutto l’impegno possibile nonostante difficoltà e ostacoli”.

La misura di Valditara

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara non ha usato mezzi termini: chi fa scena muta alla maturità va punito. Con la nuova riforma della maturità, di cui ha parlato il capo del dicastero di Viale Trastevere, chi boicotterà l’esame in questo modo andrà incontro alla bocciatura.

Il sondaggio

Ma che ne pensa il mondo della scuola? Abbiamo provato a capirlo tramite un sondaggio sulla nostra pagina Instagram, seguita soprattutto da docenti. All’indagine hanno partecipato 7801 utenti. Questi ultimi hanno risposto a questo quesito: “Siete d’accordo con l’idea di Valditara di bocciare gli studenti che fanno scena muta alla Maturità?”.

C’è da dire che non c’è una risposta univoca; i docenti sembrano alquanto divisi. A rispondere “sì” sono stati in 629 (il 51%), a rispondere “no” 612, il 49%.

Il quinto caso

“L’orale non mi spaventava, anzi. Ma penso che la scuola dovrebbe insegnare ad avere un pensiero critico, non punire chi lo esprime. Il voto rischia di diventare un’arma per mettere a tacere gli studenti”. Nel frattempo c’è stato il quinto caso; queste le parole di una studentessa diciannovenne di Piobbico (in provincia di Pesaro e Urbino), che, come i tre studenti veneti nei giorni scorsi, più un’altra studentessa di una scuola privata di Firenzesi è rifiutata di sostenere il colloquio dell’Esame di Stato: intervistata dal Resto del Carlino, la maturanda ha detto che a demoralizzarla è stato il “sette in condotta” nell’ammissione alle prove della maturità: “non lo ritengo giusto. Ho sempre dato il massimo a scuola e penso di essere stata punita per la mia attività di rappresentante. Lo ammetto, sono una persona che quando c’è da dire la propria, lo fa, ma in modo educato. Quando ho espresso critiche, ho avuto la sensazione che la mia opinione non contasse. Mi sono sentita zittita da questo giudizio. E non per una nota o qualche ritardo accumulato: lo sento come un problema più grande. Quel voto mi ha molto delusa e ho perso qualunque motivazione nel sostenere l’esame”.

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