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15.04.2026

Sciopero in una scuola romana: docenti e sindacato contro la dirigenza

In un istituto superiore di Roma, il disagio accumulato nel corso di mesi si trasforma in azione collettiva. Il 20 aprile il personale scolastico incrocia le braccia per l’intera giornata, su proclamazione della Flc Cgil, e chiama a raccolta studenti e famiglie. Dietro lo sciopero, un conflitto che coinvolge sicurezza, pagamenti e, soprattutto, la qualità delle relazioni interne.

Il personale denuncia un dialogo mai aperto

La rottura non è improvvisa. Come riporta Repubblica, lo stato di agitazione era stato dichiarato già il 16 febbraio, seguito da una serie di assemblee che hanno coinvolto docenti, personale ATA, genitori e studenti. Un percorso lungo, descritto dal sindacato come logorante, nel quale la comunità scolastica ha tentato di costruire un confronto con la dirigenza rimasto, secondo la Flc Cgil, senza risposta concreta. La convocazione del 20 marzo, arrivata in ritardo, è stata giudicata priva di reale volontà risolutiva. Da quel momento, la proclamazione dello sciopero del 20 aprile è diventata, nelle parole del sindacato, “un esito inevitabile”.

Le criticità: dai pagamenti alla tutela della salute

Le rivendicazioni messe sul tavolo non riguardano un unico tema, ma un insieme di questioni che, sommate, restituiscono l’immagine di un istituto in difficoltà. Si parla di ritardi nei pagamenti e compensi non erogati, di opacità nella gestione dei progetti didattici e di incongruenze nell’organizzazione del lavoro del personale ATA. Ma si parla anche di sicurezza, tutela della salute e diritto alla disconnessione: diritti che, nel contesto lavorativo attuale, non sono più considerati accessori. Il sindacato denuncia una gestione che avrebbe trascurato sistematicamente queste istanze, nonostante le ripetute segnalazioni formali avanzate fin dall’autunno scorso.

Un presidio aperto a tutta la comunità

Al di là degli aspetti contrattuali, è sul piano delle relazioni interne che la tensione appare più marcata. La mancata apertura al confronto da parte della dirigenza viene letta dalla Flc Cgil non solo come un problema organizzativo, ma come un segnale di chiusura che ha deteriorato il clima dell’intero istituto. Lo sciopero, in questo senso, viene presentato non soltanto come strumento di protesta, ma come «una richiesta di riconoscimento». Lunedì 20 aprile, alle ore 8, è previsto un presidio aperto a tutta la comunità scolastica.

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