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Scrutini 2025/2026, il primo anno delle superiori resta il più difficile: non ammesso quasi uno studente su dieci

L’anno scolastico 2025/2026 si chiude con i verdetti degli scrutini finali. I dati ufficiali del ministero dell’Istruzione e del Merito, aggiornati al 3 agosto e relativi al 97,2% degli studenti dal primo al quarto anno delle superiori, mostrano a livello nazionale il 77,0% di promossi, il 17,7% di giudizi sospesi e il 5,3% di respinti.

Il primo anno, lo scoglio più difficile

Il passaggio dalle medie alle superiori si conferma il momento più critico del percorso scolastico: il tasso di non ammissione al primo anno raggiunge l’8,7%, il valore più alto dell’intero quinquennio. Il confronto con il quarto anno è netto: qui le bocciature crollano al 2,8% e le ammissioni salgono all’81,9%, segno che selezione e dispersione si concentrano quasi interamente all’ingresso del ciclo superiore.

Le differenze tra i percorsi di studio

Il divario si allarga ulteriormente guardando ai singoli indirizzi. I licei restano la roccaforte delle promozioni dirette, con l’81,4% di ammessi e appena il 2,9% di bocciature. La situazione cambia negli istituti tecnici, dove quasi un quarto degli iscritti (22,6%) viene rimandato a settembre con sospensione del giudizio, per poi precipitare negli istituti professionali, che registrano il record negativo di non ammessi, pari all’8,6%.

Il divario tra Nord e Sud

Il dato più sorprendente riguarda però la geografia dei risultati. Nelle regioni del Sud si promuove con maggiore facilità: Puglia (85,7% di ammessi), Calabria (85,4%), Sicilia (84,3%) e Campania (83,6%) registrano percentuali di debito formativo attorno all’11%. Al Nord la valutazione appare invece più severa: in Valle d’Aosta i promossi scendono al 65,0%, con un picco del 27,5% di giudizi sospesi, mentre in Lombardia i rimandati superano il 22,7%. Un divario che, unito al debutto della nuova maturità, apre interrogativi sull’uniformità dei criteri di valutazione tra le diverse aree del Paese.

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