Il 2 giugno avrebbe dovuto essere un giorno normale in una scuola media di Firenze. Nessuna sospensione prevista, nessuna circolare inviata. Eppure i ragazzi hanno trovato i cancelli chiusi, sono stati rimandati a casa da soli e i genitori non sapevano nulla.
Come riporta La Nazione, il motivo della chiusura era l’assenza del personale ATA. Senza collaboratori scolastici, la dirigenza ha ritenuto impossibile aprire in sicurezza. In molti hanno pensato a un “ponte” non ufficiale sul 2 giugno. Il paradosso è amaro: l’istituto aveva chiuso per martedì grasso, ma per una festività nazionale aveva scelto formalmente di restare aperto, salvo non riuscire a garantire il servizio.
A fare più indignare le famiglie non è stata la chiusura in sé, ma la totale assenza di comunicazione. I ragazzi sono stati rimandati a casa senza un messaggio sul registro elettronico, senza una telefonata. I protocolli prevedono che i genitori vengano avvisati e diano il loro consenso prima che il figlio torni solo. Alcuni genitori hanno chiamato i carabinieri, altri si sono recati all’ufficio scolastico, ricevendo però l’indicazione di rivolgersi esclusivamente alla scuola.
Solo nel tardo mattino il dirigente ha risposto via PEC: erano in corso “tutte le verifiche necessarie” e una risposta sarebbe arrivata “non appena il quadro fosse stato chiaro”. Risposta ritenuta insufficiente. Un rappresentante del consiglio d’istituto ha parlato di “vera interruzione di servizio pubblico” e di violazione del diritto allo studio. Le famiglie ora chiedono spiegazioni formali e garanzie che non accada mai più.