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Scuola d’estate, presidi scettici. Giannelli (Anp): surplus di lavoro a personale affaticato da un anno di Covid

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Si alimenta il dibattito sulla Scuola aperta in estate introdotto dal ministero dell’Istruzione con la Nota 643 del 27 aprile che apre alle iniziative cui potranno partecipare in modalità volontaria studenti e docenti. Tra coloro che commentano l’iniziativa non potevano mancare i sindacati. Anche quelli dei dirigenti scolastici. Ad iniziare dall’Anp, che per bocca del suo presidente nazionale, Antonello Giannelli, si dice preoccupato per l’impegno organizzativo che i presidi, in particolare, saranno presto chiamati a realizzare.

Ok al piano, ma con delle riserve

Secondo Giannelli, appena rieletto presidente dell’Anp fino al 2024, va condiviso “il significato politico e il valore sociale del Piano estate 2021, specie con riferimento ai soggetti meno tutelati e, quindi, più colpiti dai nefasti effetti della pandemia”, ma non si può nello stesso tempo “ignorare che l’organizzazione del piano è affidata al personale scolastico, estremamente provato da un anno scolastico terribilmente faticoso”.

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Qualsiasi esercito ha bisogno di riposarsi tra una battaglia e l’altra e questo principio è valido anche per la scuola”, ha sottolineato il sindacalista.

Si porta lavoro in più a chi è già insoddisfatto

Sebbene Giannelli sia ben “cosciente che i colleghi assicureranno, come hanno sempre fatto, il loro impegno per il Paese con lo straordinario senso di responsabilità che li contraddistingue”, il leader Anp si rivolge all’amministrazione perché sarebbe bene che “questo sforzo sia adeguatamente compreso e valorizzato”. 

“Non possiamo fare a meno di evidenziare – incalza il presidente Anp – che l’attuazione del ‘Piano estate’ richiede ai dirigenti un surplus di lavoro mentre essi nutrono numerose ragioni di grave insoddisfazione”.
“Ora il Paese ci chiede di continuare a svolgere un ruolo fondamentale per il futuro dei nostri giovani, la dirigenza non sia lasciata sola”, ha concluso il sindacalista.

Rusconi: ci sarà consapevolezza?

Anche Mario Rusconi, presidente dell’Anp-Lazio, si è detto di base d’accordo con il Piano scuole aperte d’estate, auspicando però “che ci sia molta consapevolezza da parte di ciascun alunno e che quindi approfitti dei mesi estivi per poter recuperare le criticità causate da questo anno scolastico purtroppo affetto da lockdown. A questi studenti mi sento di consigliare maggior senso di responsabilità partecipando attivamente a tutte quelle offerte formative che le scuole stanno per approntare per i mesi estivi.”

Il numero uno dell’Anp Lazio teme che le attività estive non siano prese in considerazione da molti alunni. E nemmeno dalle loro famiglie, che potrebbero diventare decisive nella decisione di frequentarle o meno.

“Il governo – ha continuato Rusconi – sta offrendo quest’opportunità per tutti gli studenti ed è bene che loro la colgano come ulteriore momento formativo e di approfondimento. Confidiamo che anche i genitori possano stimolare i propri figli a frequentare la scuola nei mesi estivi, anche se a volte può causare un ulteriore sacrificio”.

“La scuola non abbandona i ragazzi ma oltre ad accoglierli cerca di dare loro strumenti per la vita”, ha concluso l’ex preside del Newton di Roma.

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