L’Intelligenza Artificiale entra ufficialmente e stabilmente nelle aule italiane. Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di martedì 4 agosto 2026, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che adegua la normativa nazionale al regolamento europeo sull’IA. Un provvedimento che il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha salutato come una “promessa mantenuta”, sottolineando l’importanza di un cambiamento che coinvolge l’intero sistema formativo: dalla scuola dell’infanzia fino all’istruzione per adulti.
Il cuore pulsante della riforma è la formazione del personale. Il decreto stanzia infatti 100 milioni di euro destinati a un piano di formazione stabile per i docenti. L’obiettivo è fornire agli insegnanti le competenze necessarie per comprendere il funzionamento dei sistemi algoritmici, mitigarne i rischi di errore e distorsione e promuovere un uso responsabile della tecnologia a tutela dei dati degli studenti.
Secondo le nuove disposizioni, l’IA non sarà solo un oggetto di studio, ma diventerà uno strumento per innovare profondamente la didattica. È previsto l’aggiornamento delle Indicazioni nazionali per il secondo ciclo d’istruzione, con l’integrazione delle tecnologie avanzate e dell’IA generativa nei percorsi di studio.
Inoltre, il tema troverà spazio nell’insegnamento dell’Educazione civica, con un focus specifico sui profili etici e sulla cittadinanza digitale. Parallelamente, verranno rafforzate le competenze STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e le attività di orientamento, per preparare gli studenti a un mercato del lavoro in continua trasformazione tecnologica.
Per garantire che questa transizione avvenga in modo sicuro, nasceranno i comitati tecnico-etici territoriali. Organizzati in rete, questi organismi avranno il compito di fornire indirizzi pedagogici, accompagnare le sperimentazioni didattiche e vigilare sulla protezione dei dati e sui diritti fondamentali. Il loro contributo sarà essenziale anche per l’aggiornamento dei regolamenti di istituto, rendendo l’uso dell’IA “sicuro e verificabile”.
Un punto centrale del decreto riguarda la prevenzione dei rischi legati all’abuso di social media e piattaforme digitali. La scuola viene definita un “presidio di prevenzione e benessere digitale”, con l’obiettivo di combattere l’opacità algoritmica, il condizionamento dei minori e le dipendenze tecnologiche. In questo processo è previsto un forte coinvolgimento delle famiglie, per promuovere un benessere integrale della persona anche nello spazio virtuale.
La riforma guarda oltre la scuola dell’obbligo. Le nuove misure promuovono infatti l’integrazione dell’IA nei percorsi degli ITS Academy e dell’istruzione superiore. Non viene trascurata nemmeno la formazione degli adulti, per i quali sono previsti percorsi di alfabetizzazione e riqualificazione professionale volti a facilitare il reinserimento nel mercato del lavoro, valorizzando le competenze già acquisite.