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20.08.2026

Scuola, grembiule blu per tutti alle primarie: la dirigente: “Superare le distinzioni di genere”

Manca poco meno di un mese all’inizio della scuola e diversi argomenti ritornano “caldi”. Tra questi, il dibattito sul grembiule rosa, blu o neutro.

“Superare le tradizionali distinzioni cromatiche legate all’identità di genere”. È questa la motivazione alla base della decisione di una dirigente scolastica di uniformare il colore dei grembiuli nelle scuole primarie da lei dirette in provincia di Monza Brianza. La scelta, approvata dal Consiglio di Istituto, prevede che tutti gli alunni e le alunne indossino un grembiule di colore blu.

“Un simbolo a favore dell’identità della persona”

La dirigente ha spiegato che l’obiettivo è favorire un ambiente scolastico più inclusivo ed equo, superando le consuetudini che associano colori diversi a bambini e bambine. “Al fine di favorire un ambiente sempre più inclusivo ed equo, tutti gli studenti e le studentesse indosseranno un grembiule di colore blu”, si legge nella comunicazione. La decisione, secondo la preside, ha anche un significato pedagogico e sociale: il blu viene indicato come simbolo “a favore dell’identità della persona nella sua unicità” e della volontà di promuovere la parità fin dai primi anni della scuola primaria.

La Lega: “Una questione ideologica”

La scelta ha però provocato la netta opposizione della Lega. Alessandro Corbetta, capogruppo del partito in Regione Lombardia, ha contestato la decisione chiedendo se, considerati i problemi della scuola, “davvero il tema prioritario in una primaria è il colore del grembiule?”. Secondo l’esponente politico, bambini e bambine sono cresciuti per generazioni con grembiuli di colori diversi e trasformare anche questo elemento in una “questione ideologica e politica” sarebbe una “forzatura incomprensibile”. La scuola, ha aggiunto, dovrebbe concentrarsi su educazione, formazione, merito, rispetto e qualità dell’insegnamento.

“Maschi e femmine esistono a livello biologico”

Corbetta ha poi definito il riferimento alle categorie del “pensiero woke” in ambito scolastico come un tema non adatto ai bambini piccoli. “Maschi e femmine esistono a livello biologico e non si cancellano con un grembiule uguale per tutti”, ha dichiarato. L’esponente della Lega ha quindi annunciato la richiesta di chiarimenti al Ministero dell’Istruzione e all’Ufficio scolastico competente, sostenendo che diverse famiglie avrebbero manifestato contrarietà alla decisione. “La scuola deve occuparsi prima di tutto dell’educazione e della crescita dei bambini, non di iniziative ideologiche”, ha concluso.

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