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21.08.2026

Vaccini, l’allarme dei medici: “Coperture in calo, i bambini rischiano malattie che non circolano più”

La morte di una bambina di quattro anni allo Zen di Palermo, colpita da sospetta difterite, riaccende i riflettori sul crollo delle coperture vaccinali in Sicilia, ultima regione italiana per immunizzazione pediatrica. Il cugino della piccola, coetaneo ma vaccinato, avrebbe contratto la stessa infezione in forma lieve. A fare chiarezza sui dati e sulle cause del fenomeno in un’intervista a Repubblica sono Chiara Azzari, responsabile di immunologia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, e Claudio Costantino, presidente della sezione siciliana della Società italiana di igiene (Siti).

I numeri del crollo

Secondo il ministero della Salute, la Sicilia si fermerebbe all’85,1% per il ciclo completo dell’esavalente, contro una media nazionale del 94,4%. Il divario si allargherebbe ulteriormente con l’età: non oltre il 68% a cinque-sei anni, appena il 25% tra i sedicenni per i richiami. Costantino sottolinea come il problema sia concentrato soprattutto nelle grandi città: “Non è un caso che sia successo a Palermo, in un quartiere popoloso ma fortemente disagiato”. Dopo il Covid, spiega, il presidio vaccinale dello Zen non sarebbe mai stato riaperto, a differenza di altri quartieri come Brancaccio.

Fake news e sfiducia post-Covid

Azzari attribuisce il fenomeno anche alla disinformazione: “Bisogna parlare con le persone per far capire loro che i vaccini sono sicuri e che chi non li usa può ancora ammalarsi di patologie che non circolano da tempo”. Costantino aggiunge che l’analfabetismo funzionale renderebbe la popolazione più vulnerabile alle bufale sui vaccini, un fenomeno amplificato dalla sfiducia diffusasi dopo la pandemia, che avrebbe colpito indistintamente tutte le vaccinazioni pediatriche, non solo quella anti-Covid.

Le proposte per invertire la rotta

Entrambi gli esperti concordano sulla necessità di rafforzare la rete territoriale. Costantino chiede il ripristino dei presidi sanitari nei quartieri più disagiati e valorizza il ruolo dei pediatri di libera scelta, proponendo lo strumento del dissenso informato scritto per responsabilizzare le famiglie. Critica inoltre la prassi di rinviare l’obbligo scolastico presentando semplici prenotazioni anziché certificati vaccinali. Azzari invita infine a leggere i dati con attenzione, ricordando che le coperture al 95% registrate a due anni non tengono conto dei richiami successivi, spesso trascurati durante l’adolescenza

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