In questi giorni di scioperi e proteste si è visto di tutto. Come abbiamo scritto, lo scorso 20 ottobre, una scena immortalata dagli smartphone dei presenti ha sconvolto una comunità scolastica: un docente, in un liceo di Torino, ha schiaffeggiato uno studente durante l’occupazione studentesca.
Inutile dire che è scoppiata la polemica. Come riporta Open, alcuni studenti hanno fornito la loro testimonianza: “Durante l’occupazione, alcuni studenti avevano fatto una barricata con il materiale presente al piano terra, per impedire ai professori di entrare. Il docente è comunque riuscito a farsi largo tra la folla e, una volta raggiunta la barricata, l’ha scavalcata e ha dato uno schiaffo a uno studente minorenne che stava ancora cercando di bloccarlo. La reazione degli studenti, in quel momento, è stata di rabbia nei confronti del professore. Successivamente è arrivata la presidenza, che ha comunicato l’intenzione di prendere provvedimenti. Ci hanno poi riferito che il docente avrebbe agito per motivi di sicurezza”.
“Alcuni studenti lo difendono, sostenendo che sia un bravo professore e che non farebbe mai del male a nessuno. Molti di noi, però, ritengono che la preoccupazione per uno studente non possa giustificare un gesto del genere. Se fosse stato davvero preoccupato, non avrebbe dovuto alzare le mani su un minorenne. Non possiamo normalizzare comportamenti simili né giustificare un abuso di potere solo perché a compierlo è un professore”, hanno aggiunto.
“Il giorno prima dell’occupazione, lo stesso docente avrebbe già spintonato altri studenti. È una situazione che ci fa arrabbiare molto, perché crediamo che la scuola debba essere un luogo sicuro per tutti e che nessuno, indipendentemente dal ruolo che ricopre, debba sentirsi autorizzato a usare la forza nei confronti degli studenti. Come studenti, siamo molto arrabbiati e crediamo che tutto questo debba essere affrontato seriamente, senza minimizzare né giustificare questi comportamenti. Per questo, siamo intenzionati a mobilitarci affinché arrivino risposte concrete e perché episodi del genere non vengano messi a tacere o normalizzati. Pensiamo che la scuola debba ascoltare gli studenti coinvolti e chiarire la dinamica dei fatti”, hanno concluso.
Come riporta La Repubblica, la vicepreside ha commentato così: “Sono mortificata, il dirigente scolastico valuterà provvedimenti. Il collega ha reagito così perché era preoccupato, visto che è anche il responsabile della sicurezza. C’erano oltre ragazzi nel corridoio e tutte le porte erano sbarrate, c’era un grosso pericolo e lui voleva creare una via di fuga”.
Come riporta Torino Cronaca, resta da chiarire se il colpo abbia raggiunto il diciassettenne, come sostengono gli studenti, oppure un cubotto. La madre del ragazzo è stata ricevuta dalla scuola e il docente si scuserà. “Abbiamo spiegato subito cosa stava succedendo”, ha aggiunto.