Prima ora | Notizie scuola del 26 maggio 2026

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26.05.2026
Aggiornato alle 11:24

Scuole aperte il 31 agosto in Emilia Romagna, la proposta: chiuderle a giugno e settembre e usare questi mesi per la burocrazia

Il calendario scolastico va modificato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, oltre che delle famiglie? Il 72,26% degli insegnanti dice no. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori che operano in ambito scolastico, tra cui anche dei genitori di studenti.

Dal sondaggio emerge chiaramente che determinate “abitudini scolastiche”, consolidate nel tempo, sembrano dure a morire: per oltre il 70% dei docenti, infatti, non bisognerebbe “spalmare” la pausa didattica nel corso dell’anno evitando di concentrarla solo in estate, così come aveva suggerito l’ex ministra del turismo Daniela Santanchè sostenendo anche di avere concordato la proposta con il titolare del Mim Giuseppe Valditara (il quale però ha precisato di non saperne niente, per poi rilanciare il Piano Estate 2026).

Le risposte dei docenti

Dalle risposte aperte del sondaggio sono emerse varie questioni. Innanzitutto molti partecipanti spingono per dotare le scuole di condizionatori, a prescindere da eventuali modifiche del calendario scolastico. Non sono pochi, inoltre, coloro che credono che va bene lasciare il calendario così com’è. Non sono mancate, in ogni caso, varie proposte innovative:

“Scuola tutto l’anno, orari e materie da rivedere. Pause più spesso”.

le scuole italiane non sono attrezzate per far fronte alle ondate di caldo che si stanno verificando negli ultimi anni

“Farei iniziare la scuola il primo ottobre e la farei finire a fine maggio. Per i genitori che lavorano aprirei centri estivi convenzionati”.

“Lo studio serio impone una pausa. Se vogliamo una scuola parcheggio inclusiva e socializzante senza obiettivi concreti si può pensare ad una modifica. Ma perché proprio la scuola? Non sarebbe meglio organizzare campi estivi al mare e in montagna!”.

“Scuole aperte dal 1 settembre al 30 giugno con varie pause durante l’anno”.

“Scuole aperte dal 1 ottobre al 31 maggio, settembre e giugno gli insegnanti progettano ed espletano la burocrazia. Da giugno a settembre lo Stato organizza centri estivi musicali corsi con esperti educatori esterni”.

“Posticipare l’inizio della scuola ad ottobre in Sicilia e nelle regioni calde. C’è troppo caldo, non si può stare in classe”.

La sperimentazione in Emilia Romagna

Il dibattito è esploso, in questi giorni, a seguito della scelta, fatta dalla Regione Emilia Romagna, di avviare una sperimentazione che consente ad alcune scuole di aprire dal 31 agosto, quindi oltre due settimane prima del 15 settembre, giorno in cui riprenderanno le lezioni secondo il calendario scolastico regionale: una decisione, hanno detto i responsabili istituzionali di questa scelta, per venire incontro ai genitori lavoratori. Dall’ultimo giorno di agosto, fino al 14 settembre, si svolgeranno quindi attività alternative, di tipo anche formativo ma non propriamente didattiche.

Calendario scolastico, scuola immobile?

Di fronte alla domanda “Modificheresti il calendario scolastico per spalmare la pausa didattica nel corso dell’anno e non concentrarla solo in estate?“, ben 237 docenti su 328 (il 72,2%) ha dato risposta una negativa, così come il 68,52% dei genitori (74 su 108).

Una risposta importante che, evidentemente, tiene conto delle difficoltà oggettive nel svolgere qualsiasi genere di attività all’interno delle scuole a fine estate, quando le temperature sono ancora considerevolmente alte: un problema che deriva in prevalenza dalla mancanza di condizionatori d’aria in almeno tre istituti scolastici italiani su quattro.

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