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Scuole chiuse, per il ritorno in classe si lavora a doppi turni e lezioni a distanza

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Quando si ritornerà in classe? Molto probabilmente la fine dell’anno scolastico non sarà standard: c’è chi chiede la chiusura totale delle scuole, altri, invece, un ritorno a scaglioni. La data limite, come fissata dal decreto legge, è quella del 18 maggio. Si tornerà in classe per quella data? Ad oggi è difficile saperlo.

Tante sono le soluzioni al vaglio del Ministero soprattutto per il prossimo anno scolastico: ci sono anche, come riporta l’ANSA, quella di tornare in classe una volta al mese, proseguendo nel tempo restante le lezioni a distanza; ripristinare i doppi turni, eliminando le ‘classi pollaio’, prevedere un numero maggiore di turni a mensa per evitare affollamenti nei refettori degli edifici scolastici.

“La chiusura ‘prematura’ di questo anno scolastico è sempre più vicina – dice Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola – e dobbiamo affrontare l’apertura del prossimo, condividendo con la ministra Azzolina un percorso. Il protocollo sulla sicurezza sottoscritto con la ministra Dadone, ora deve essere tradotto con misure specifiche per organizzare la scuola da settembre. Le scuole in Italia non sempre sono strutturalmente adeguate: la ministra Azzolina si dovrebbe preoccupare di avere, oltre ad un piano B e C , anche un piano di riserva concordato con la Protezione civile e i ministeri, partendo dal potenziamento degli organici: invece sono stati preannunciati dei tagli”

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Secondo indiscrezioni, riporta sempre l’ANSA, a fronte di una diminuzione di circa 70 mila studenti il prossimo anno, per la scuola sarebbero previsti complessivamente circa 8 mila docenti in meno tra organico di diritto e di fatto.

Francesco Sinopoli, leader della Flc Cgil, annuncia che i sindacati stanno scrivendo alla ministra Azzolina per chiedere un intervento specifico sulla sicurezza in vista del rientro nelle aule a settembre.

“Crediamo che i ragionamenti – dice – siano finora troppo vaghi, si sta assecondando l’idea che la didattica a distanza possa essere sostitutiva della scuola, cosa che non è assolutamente. Sono molto preoccupato: c’è una sottovalutazione di questo tema mentre serve un investimento straordinario in termini di misure che permettano la ripartenza della scuola a settembre”.

“Per il prossimo anno scolastico serve una strategia governativa
– attacca Pino Turi della Uil Scuola – e serve un protocollo per
la tutela della salute specifico per le necessità organizzative della scuola e dell’università”.

La ministra dell’Istruzione assicura che il tema del maggiore distanziamento è all’attenzione del dicastero di viale Trastevere.

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