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02.09.2025

Scuole pilota, il progetto anglosassone per ridurre dispersione e cattiva condotta

Il Regno Unito si confronta da un decennio con abbandono scolastico prematuro che, in alcune regioni, lo fa statisticamente assomigliare ad alcune aree del Mediterraneo. L’offerta formativa tende a contrarsi nelle aree rurali, obbligando così le famiglie a rivolgersi al privato, che di frequente richiede pagamenti gravosi. Numerose famiglie non dispongono delle risorse, e lo studente interessato cade in un circolo senza uscita, ove è di fatto costretto a sospendere la sua formazione, si spera solo per un breve periodo di tempo. La condotta degli studenti, specie nelle aree periferiche delle maggiori città (pensando a Birmingham e Manchester in particolare) sta assumento contorni preoccupanti, specialmente per docenti e personale scolastico costretto su base quotidiana ad impedire atti di bullismo verso sé stesso o altri. Il Ministero ha così disposto sul territorio nazionale 25 hubs, o scuole pilota, con il fine attento fi monitorare entrambi i fenomeni – dispersione e violenza a scuola – per studiarli più da vicino ed identificare le strategie più consone per combatterli. La situazione, inoltre, sembra peggiorata successivamente al periodo pandemico.

Pre e post-COVID: mondi diversi a confronto

Il Segretario all’Istruzione britannico, Bridget Phillipson, ha sollecitato un coinvolgimento più attivo dei genitori nella gestione della cattiva condotta e dell’insufficiente frequenza scolastica, fenomeni peggiorati dopo la pandemia. Il nuovo anno scolastico sarà accompagnato da un programma di intervento che coinvolgerà inizialmente 21 scuole focali (hub) in tema di frequenza e comportamento, con l’obiettivo di estendere l’iniziativa successivamente a 5.000 istituti, concentrando l’azione intensiva su 500. Il Ministero dell’Istruzione ha osservato come ogni 30 minuti in classe ben 7 minuti vengano persi a causa di distrazioni o disordini. Inoltre, il numero di studenti “severamente assenti” (oltre il 50% di giorni scolastici mancati) è salito a 148.000. La situazione appare particolarmente critica tra gli studenti con diritto al pasto gratuito: uno su dieci ha subito una sospensione nell’ultimo anno scolastico per condotte violente. Prima delle sospensioni delle lezioni in aula per il contrasto epidemiologico da Sars-CoV-2, i dati erano, seppur preoccupanti, ben differenti da quelli odierni. Si parlava di 125.000 studenti “costantemente assenti” e sospensione ad uno studente su venti (-50%).

Strategie e finalità

I 21 hub iniziali, scelti per leadership e buone pratiche, offrono coaching ai dirigenti, audit sul clima scolastico, modelli di policy (routine chiare, regole sui telefoni, sanzioni e riparazioni proporzionate), formazione su de-escalation e sicurezza, strumenti digitali per monitorare le presenze in tempo reale e pacchetti di coinvolgimento delle famiglie con colloqui e visite a domicilio. Il programma partirà da 800 scuole (circa 600.000 studenti) con l’intento di raggiungerne 5.000 l’anno e fornire supporto intensivo a 500 istituti, sotto la regia del Department for Education. Le finalità dichiarate sono aumentare la frequenza, calmare le classi, ridurre violenze e abusi verso il personale, chiudere i divari educativi e migliorare gli esiti formativi e di vita. Il modello, mutuato dal precedente programma Behaviour Hubs (2021–2024), punta a trasformare la cultura di istituto più che a introdurre nuove sanzioni. In sintesi: meno lezioni interrotte, più presenza a scuola, maggiore protezione per il personale, con risultati misurati su tassi di assenza, sospensioni, esclusioni e benessere degli insegnanti. La strategia si basa su tre leve integrate: prevenzione (routine visibili dall’ingresso all’uscita, regole semplici, riduzione dei tempi morti), intervento precoce (uso settimanale dei dati, tutor di frequenza, patti scuola-famiglia, rete di attendance mentors per 10.000 alunni vulnerabili nei prossimi tre anni), e sostegno mirato (protocolli anti-violenza, training, accesso rapido ai servizi esterni e supporto per bisogni educativi speciali).

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