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Prima ora - le notizie del 10 settembre

10.09.2026

Scuole senza internet, scadono i fondi per la banda ultra larga e il Ministero scarica i costi sugli istituti: la denuncia della FLC CGIL

Centinaia di edifici scolastici in tutta Italia si ritrovano improvvisamente privi di connessione internet. Non si tratta dell’esito di un guasto tecnico temporaneo, bensì delle conseguenze dirette della scadenza del piano quinquennale per la banda ultra larga finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Esaurito il finanziamento, il servizio è stato disattivato senza che il Ministero dell’Istruzione e del Merito predisponesse alcuna soluzione alternativa.

A sollevare il caso è la segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, Gianna Fracassi, che denuncia la scelta dell’amministrazione centrale: “Da giorni centinaia di scuole in tutta Italia sono rimaste senza connessione internet. Non si tratta di un guasto tecnico: è scaduto il progetto per la banda ultra larga finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ora il MIM scarica i costi sugli istituti”.

Per consentire lo svolgimento delle ordinarie attività didattiche e amministrative, le singole scuole sono costrette a reperire autonomamente le risorse necessarie per riattivare la rete. L’impatto economico stimato varia tra i 3 e i 4 mila euro all’anno per ciascun istituto, un peso che rischia di mettere a dura prova soprattutto i bilanci delle scuole del primo ciclo, notoriamente più contenuti.

La sigla sindacale evidenzia la forte contraddizione tra le direttive ministeriali sulla transizione digitale e la mancanza delle infrastrutture di base per l’insegnamento. “Siamo all’assurdo! Nell’epoca della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, di aule e laboratori innovativi, della cosiddetta scuola 4.0, del registro elettronico obbligatorio e della didattica digitale, il Ministero lascia le scuole senza internet e chiede loro di pagarselo da sole”, prosegue la nota di Fracassi.

Di fronte a un’interruzione che intacca i servizi essenziali, compreso l’utilizzo del registro elettronico, la FLC CGIL ha sollecitato un intervento immediato del MIM diretto al ripristino della connettività e all’individuazione di un canale di finanziamento stabile e strutturale. “Non si può parlare di innovazione e poi spegnere la rete”, conclude la dirigente sindacale.

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