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Seri rischi per le assunzioni

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Stralciare le assunzioni dal disegno di legge e far approvare in tempi strettissimi un decreto dalla presidenza del Consiglio dei ministri: è l’extrema ratio per evitare che le 100mila immissioni saltino per i tempi troppo stretti.

Queste le perplessità che hanno mosso Andrea Marcucci (PD), presidente della VII Commissione Istruzione, a chiedere al Governo di trasmettere alla Commissione “una nota ufficiale recante l’indicazione puntuale dei tempi tecnici necessari per garantire, entro l’inizio del prossimo anno scolastico, la completa attuazione del piano straordinario di assunzioni previsto dall’articolo 10 del disegno di legge”.

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Qual è in effetti il reale pericolo? Semplice. Che, a causa dei tempi strettissimi, si possa assistere a un mero turn over per il 2015 e a un rinvio per le altre immissioni al 2016. Pericolo confermato, come annunciato in un nostro articolo, dal fatto che sono stati presentati ben 1960 emendamenti al DdL, e che solo il Movimento 5 Stelle ha avanzato 620 richieste di modifiche. 

Si profila un iter frenetico e funambolesco tra la votazione degli emendamenti, dopo la scrematura da parte della Presidenza della Commissione Istruzione del Senato, e l’esame da parte delle diverse commissioni.

Dal canto suo il governo ha ribadito l’apertura a modificare il provvedimento, con la clausola che dovrà però essere approvato in tempo utile per il prossimo anno scolastico (entro il 15 giugno).

Insomma probabilmente ha ragione il M5S quando sostiene che bisogna scorporare il gioco delle assunzioni dalla riforma della scuola. Ne beneficerebbero sia le une sia l’altra. D’altro canto: le promesse e tanto sbandierate 100mila assunzioni valgono un esame sommario del provvedimento e l’approvazione di una riforma da più parti definita scellerata?

Eppure assunzioni e riforma, poiché il Ddl è un tutt’uno inscindibile (sono parole del Governo), continuano a camminare a braccetto, in barba a qualunque dissenso della piazza, innamorate come non mai…