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Sostegno e inclusione: la legge di bilancio prevede la piena applicazione del decreto 66

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Sui “tagli” presunti o reali alle spese per il sistema scolastico si è innescata negli ultimi giorni una vivace polemica che ha provocato prese di posizione univoche da parte di Lega e M5S.
Sia il senatore Pittoni (Lega) sia i parlamentari 5S  Bianca Granato e Luigi Gallo hanno ribadito con forza che i tagli sono una invenzione delle opposizioni e della stampa che da mesi fa propaganda contro il Governo.
Ma soprattutto, secondo la maggioranza, non c’è la benchè minima intenzione di ridurre le spese per il sostegno e l’inclusione.
Il fatto è che i numeri, come abbiamo già evidenziato in un altro articolo, dicono altro e, a dire il vero, persino la stessa relazione contenuta nella tabella 7 della legge di bilancio, quella che illustra programmi e spese del Ministero dell’Istruzione, racconta una storia un po’ diversa.

Intanto va detto che nel paragrafo intitolato “Obiettivi e indirizzi generali di interesse della Amministrazione” di tutto si parla tranne che di inclusione, sostegno e disabilità; a questo tema sono dedicate invece alcune righe nel paragrafo successivo “Priorità politiche dell’amministrazione”.
E, per evitare di essere fraintesi riportiamo integralmente il passaggio che riguarda l’argomento.

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Stando alla lettera del documento la questione è chiara: il Governo ha tutte le migliori intenzioni di “dare piena attuazione al decreto legislativo 66/2017” che invece è uno dei più contestati dal fronte no-107; rinviarne l’applicazione al 1° settembre 2019, come prevede il comma 1138 dell’articolo 1 della legge di bilancio, appare più che altro un tentativo per evitare le difficoltà pratiche che deriverebbero dalla entrata in vigore del provvedimento in corso d’anno.