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Sostegno, mille posti in più non bastano. Ciraci (MiSoS): “Solo in provincia di Napoli ne servono 1200 per le superiori”

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La legge di bilancio è in dirittura di arrivo ma le misure per la scuola già si conoscono e difficilmente muteranno prima dell’approvazione finale.

Legge di bilancio: mille posti in più per il sostegno

Fra i provvedimenti approvati in Senato nelle scorse settimane, bisogna ricordare che verranno consolidati in organico di diritto mille posti sul sostegno, che in genere vengono assegnati ogni anno in deroga. Questa misura, secondo il Governo, consentirà di garantire una maggiore continuità agli alunni e alle famiglie e di dare opportunità di immissione in ruolo per gli specializzati del TFA sul sostegno.

Peccato però che i numeri previsti per la stabilizzazione di queste cattedre siano davvero pochissimi per andare incontro ad una risoluzione dell’emergenza sostegno: quest’anno, infatti, si è toccato il numero record di 60 mila posti assegnati in deroga sul sostegno, mettendo ancora una volta in difficoltà le famiglie degli alunni disabili, che chiedono a gran voce la continuità didattica in questi casi sempre più complicata da attuare.

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Numeri irrisori: solo in provincia di Napoli servono 1200 posti da stabilizzare

A puntare l’attenzione sulla questione c’è anche Ernesto Ciraci, presidente del MiSoS, l’associazione docenti specializzati sul sostegno: “Si tratta di una misura irrisoria. Mille posti da stabilizzare in tutta Italia sono una goccia nell’oceano”, dichiara Ciraci alla Tecnica della Scuola.

Il presidente MiSoS, per rafforzare il suo pensiero tira in ballo alcuni numeri per quanto riguarda le cattedre in deroga: “Per comprendere meglio questo concetto, ricordiamo che solo in provincia di Napoli, per la scuola secondaria di secondo grado, le cattedre da stabilizzare sono 1200.

I POSTI IN DEROGA IN PROVINCIA DI NAPOLI

Ciraci ricorda che come associazione hanno chiesto al Miur nei mesi scorsi “circa 8-9 mila posti l’anno da stabilizzare per i prossimi 10 anni, come strumento per colmare il gap di 60 mila cattedre in deroga. Ma le aspettative sono andate perdute“.
Sul sostegno si risparmia sempre, perchè è più conveniente utilizzare supplenti fino al 30 giugno e risparmiare gli stipendi di luglio e agosto. Ma ci si scorda che stiamo parlando di alunni con disabilità.

Quale prospettiva, quindi, per vedere stabilizzato questo esercito di precari di sostegno? La risposta dovrebbe essere, come più spesso ribadito da Ernesto Ciraci, quella di trasformare quante più cattedre in organico di diritto ogni anno. Questa potrebbe essere la strada maestra. Ma non solo.

Concorso scuola straordinario: perchè penalizzare chi è già formato?

L’altra strada per aumentare la copertura delle cattedre di sostegno è quello dei concorsi: a breve saranno bandite due procedure distinte per la scuola secondaria: quella ordinaria e quella straordinaria.

Anche in questo caso il presidente del MiSoS ha le idee chiare su come si dovrebbe agire: “Gli specializzati sul sostegno hanno già affrontato una selezione ed un percorso formativo culminato con un tirocinio. Perchè non valorizzare la formazione e portare avanti solo chi ha i 36 mesi di servizio? Come mai non è stato pensato un percorso per facilitare la stabilizzazione per gli specializzati sul sostegno? Siamo in emergenza, perchè non adottare tutte le misure necessarie per risolvere l’emergenza?

Quindi per Ciraci, un canale di stabilizzazione dei numerosi precari specializzati poteva essere proprio un concorso riservato ad hoc, magari facilitato proprio perchè chi ha acquisito il titolo di specializzazione non dovrebbe affrontare un’altra selezione.

Nel frattempo, però, il concorso straordinario secondaria, prevede un’apertura per chi frequenta il IV ciclo di Tfa sostegno e che concluderà a breve: potranno concorrere al prossimo concorso scuola straordinario i docenti che devono concludere il Tfa sostegno 2019, ovvero il IV ciclo di specializzazione sul sostegno per 14 mila posti.

I requisiti per accedere ai posti di sostegno del concorso straordinario sono:

1) Un titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento nella scuola secondaria. Gli ITP accedono con il diploma di istruzione di secondo grado.

2) Il titolo di specializzazione sul sostegno, in possesso alla data di presentazione della domanda prevista dal Bando, relativo alla scuola secondaria.

3) Tre anni di servizio svolto nella scuola secondaria statale, anche non continuativi, tra l’a.s. 2008/2009 e  il 2018/19. Chi totalizzerà la terza annualità nell’anno in corso potrà accedere con riserva.

4) Uno degli anni di servizio svolto deve essere stato prestato necessariamente su posto di sostegno.