Home Politica scolastica Stipendi fermi e pensioni lontane, i sindacati pronti allo sciopero

Stipendi fermi e pensioni lontane, i sindacati pronti allo sciopero

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Strappare al Governo un vero rinnovo di contratto e la flessibilità sulle pensioni sarà un’impresa ardua. Lo sanno bene i sindacati, che per essere più forti tornano uniti.

Nelle ultime settimane del 2015, la “triade” Confederale – composta Cgil, Cisl e Uil – si è infatti sempre più compattata annunciando un’azione che si sviluppare già dai primissimi giorni del nuovo anno.

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“Lo sforzo messo in campo dalle tre confederazioni per approdare a una proposta comune sui contratti, da offrire poi al tavolo con le controparti aziendali, dovrebbe dare i primi risultati verso metà gennaio – scrive Askanews -, quando saranno convocati gli esecutivi unitari per varare la piattaforma sul nuovo modello contrattuale”.

I rappresentanti dei lavoratori intendono in questo modo “stoppare un eventuale intervento a gamba tesa di Palazzo Chigi, che nei mesi scorsi aveva ipotizzato, una volta chiusa la partita sulla legge di stabilità, misure per legare sempre di più le retribuzioni ai risultati dell’aziendai”. Come, del resto, previsto dalla Legge 150/09, che ha riformato la PA senza però mai essere applicata.

Le Confederazioni di Cgil, Cisl e Uil potrebbero tuttavia creare più di qualche problema al Governo e a Renzi. Il rinnovo contrattuale, atteso ormai da oltre 70 mesi, non è più rinviabile.

 

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“Le spine per il premier si chiamano contratti pubblici e pensioni. Sugli statali il premier e il suo esecutivo rischiano di incassare il primo sciopero dell’anno. Tre milioni di lavoratori pubblici attendono un contratto dopo più di sei anni di blocco, dichiarato illegittimo da una sentenza della Consulta. Il pubblico impiego e la scuola hanno manifestato a Roma sabato 28 novembre per un contratto dignitoso. Il Governo offre aumenti mensili di circa 5 euro a fronte di una richiesta di 150 euro”.

Ma il malcontento cresce pure per le mancate manovre per “calmierare” le regole ferre imposto dalla Fornero sul fronte della previdenza. “Dopo i ripetuti annunci dell’esecutivo nel corso del 2015 per rendere più flessibile l’uscita dal lavoro e rimediare agli errori della riforma Fornero, che però sono rimasti lettera morta, ora Cgil, Cisl e Uil sono intenzionati a dare battaglia”.

“La vertenza con il Governo è stata aperta il 17 dicembre con le assemblee convocate a Torino, Firenze e Bari. La richiesta dei sindacati è di rendere flessibili le pensioni per liberare posti di lavoro per i giovani. Dalle tre città è arrivato l’ultimatum: risposte entro gennaio o sarà proclamato lo sciopero. Per il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ormai non è più tempo degli annunci e delle proposte fumose”.

“Intanto, per la Cgil di Susanna Camusso il 2016 dovrà essere l`anno di svolta per un rinnovamento radicale del diritto del lavoro, mortificato dal Jobs act e da una riduzione delle tutele dei lavoratori. Il direttivo di metà dicembre ha votato un testo di disegno di legge di iniziativa popolare che sarà ora sottoposto al giudizio dei lavoratori”, conclude Askanews.

 

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