“Non possiamo aspettare la prossima tragedia per intervenire. Proteggere i nostri figli è un dovere. Questa non è solo una battaglia legale, è una battaglia di civiltà”, queste le parole che riassumono la scelta di Moige (Movimento italiano genitori) di presentare la prima class action in Italia, un’azione legale collettiva, contro TikTok e Meta.
Come riporta Il Corriere della Sera, il ricorso è stato depositato al Tribunale delle Imprese di Milano, competente per materia. “Chiediamo di fermare pratiche illegali e pericolose – spiega Antonio Affinita, presidente di Moige -. Ad oggi non ci sono tutele per i minori che usano i social e di danni ne sono già stati fatti”.
Il cuore dell’azione legale si sviluppa in tre macro-aree:
“I social non sono baby-sitter. Puntiamo a difendere i minori e i più fragili dal loro utilizzo eccessivo e a creare buona informazione sui rischi che derivano dall’abuso delle piattaforme”, queste le parole del legale Stefano Commodo.
L’iniziativa, oltre che da Moige, è proposta anche da alcune famiglie in rappresentanza dei tanti genitori che vivono questo genere di difficoltà. La prima udienza è fissata il 12 febbraio 2026.
Addirittura, come abbiamo scritto, il pedagogista Daniele Novara ha proposto lo stop ai social fino ai sedici anni. “Serve una regolamentazione adeguata e severa e il blocco dei social fino a 16 anni, come in Australia”. Nel frattempo, com’è noto, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara si è dimostrato sensibile a questo tema.
Da qui la sua decisione di vietare l’uso del cellulare anche alle scuole superiori, dal 1° settembre di quest’anno.