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02.10.2025

Stop ai social prima dei 14 anni e allo scroll infinito: il Movimento Genitori (Moige) porta TikTok e Meta in tribunale

“Non possiamo aspettare la prossima tragedia per intervenire. Proteggere i nostri figli è un dovere. Questa non è solo una battaglia legale, è una battaglia di civiltà”, queste le parole che riassumono la scelta di Moige (Movimento italiano genitori) di presentare la prima class action in Italia, un’azione legale collettiva, contro TikTok e Meta.

Come riporta Il Corriere della Sera, il ricorso è stato depositato al Tribunale delle Imprese di Milano, competente per materia. “Chiediamo di fermare pratiche illegali e pericolose – spiega Antonio Affinita, presidente di Moige -. Ad oggi non ci sono tutele per i minori che usano i social e di danni ne sono già stati fatti”. 

Le proposte

Il cuore dell’azione legale si sviluppa in tre macro-aree:

  • il rispetto dell’obbligo di verifica dell’età e del divieto di accesso ai social per i minori di 14 anni;
  • l’eliminazione dei sistemi che creano dipendenza dalle piattaforme, in particolare la manipolazione algoritmica e lo scroll infinito dei contenuti perché questi meccanismi – definiti dalla letteratura scientifica “tecnologia persuasiva” o “captologia” – rappresentano un ramo della scienza che esplora l’intersezione tra informatica e persuasione, realizzando sistemi informatici progettati per modificare atteggiamenti e comportamenti senza apparente coercizione;
  • l’obbligo di corretta, chiara e diffusa informazione sui pericoli derivanti dall’abuso dei social (al pari di ciò che avviene per il fumo o il gioco d’azzardo).

Quando sarà la prima udienza

“I social non sono baby-sitter. Puntiamo a difendere i minori e i più fragili dal loro utilizzo eccessivo e a creare buona informazione sui rischi che derivano dall’abuso delle piattaforme”, queste le parole del legale Stefano Commodo.

L’iniziativa, oltre che da Moige, è proposta anche da alcune famiglie in rappresentanza dei tanti genitori che vivono questo genere di difficoltà. La prima udienza è fissata il 12 febbraio 2026.

Cellulare vietato a scuola, il pensiero di Novara

Addirittura, come abbiamo scritto, il pedagogista Daniele Novara ha proposto lo stop ai social fino ai sedici anni. “Serve una regolamentazione adeguata e severa e il blocco dei social fino a 16 anni, come in Australia”. Nel frattempo, com’è noto, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara si è dimostrato sensibile a questo tema.

Da qui la sua decisione di vietare l’uso del cellulare anche alle scuole superiori, dal 1° settembre di quest’anno.

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