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Primo piano | 14-09-2026

14.09.2026
Aggiornato il 15.09.2026 alle 00:21

Stop alla distinzione tra tecnici e licei, Valditara: “Oggi un ‘istituto’ ha un bollino di serie B, questa è la valutazione che fanno le famiglie”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ai microfoni di Skuola.net, intervistato da Daniele Grassucci, ha parlato della proposta di cambiare nome agli istituti tecnici e professionali per chiamarli tutti ‘licei’.

“Presenterò una proposta in tal senso in un prossimo decreto legge. La scuola costituzionale deve dare pari dignità a tutti i percorsi formativi. Con la riforma del 4+2 vogliamo che non ci sia più distinzione di serie tra licei e istituti tecnici o professionali: tutti avranno pari dignità e valore formativo”, ha detto Valditara.

Ma perché fare tutto ciò? Ecco la risposta del ministro, data all’Avvenire: “Perché investiamo risorse importanti per inserire l’Intelligenza artificiale anche in questi percorsi, stiamo riscrivendo i programmi dei tecnici, stiamo per esportare anche in questi istituti la rivoluzione della Matematica, che parte dall’osservazione della realtà per arrivare a definire la teoria. È dunque evidente che non vi è nessun motivo per fare differenze di denominazioni”.

“Pur essendo ben diversi i canali di formazione – infatti non intendiamo certo ‘liceizzare’ i tecnici o i professionali – vogliamo dare pari dignità anche sotto il profilo della denominazione ai tecnici e ai professionali rispetto ai licei. Oggi, socialmente parlando, se definisco un certo percorso ‘istituto’ anziché ‘liceo’, gli do un bollino di Serie B. E, purtroppo, questa è anche la valutazione che spesso fanno le famiglie. Invece, noi vogliamo che il percorso tecnico professionale sia considerato dalle famiglie, dagli studenti e dalla società un percorso formativo di Serie A. Noi riteniamo infatti che le intelligenze, che sono tante, abbiano tutte pari dignità e valore”.

Poi il ministro ha parlato dei numeri dei precari della scuola: “Fino a due anni fa l’anno cominciava con molte cattedre scoperte e senza nemmeno il supplente, mentre quest’anno tutti gli insegnanti saranno in cattedra fin dal primo giorno di lezione. Dal 2023 ad oggi abbiamo assunto 206mila precari tra docenti e personale Ata. Non c’è mai stato nella scuola italiana un piano di assunzioni così importante. Il problema che vedo oggi è che al Nord e, in particolare, nelle scuole primarie, ci sono scoperture di organico perché ci sono dei docenti di ruolo che rifiutano di trasferirsi, soprattutto in Lombardia e Veneto, anche per il costo della vita oltreché per una insufficiente formazione da parte delle università di docenti specializzati sul sostegno”.

“Noi abbiamo varato il Piano casa, che è un tema strategico. Ho chiesto al ministro Salvini di inserire nel Piano casa il personale della scuola, che è stato messo in cima alla lista dei futuri beneficiari. Si tratta di un investimento che dovrebbe superare nel corso degli anni i dieci miliardi di euro: era dai tempi del piano Fanfani, alla fine degli anni Quaranta, che non si faceva un intervento di queste dimensioni in Italia”, ha aggiunto.

La reazione

“Non basta un’operazione lessicale per dare vera dignità agli istituti tecnici e professionali. La vera urgenza non è cambiare la targa sulla porta degli istituti, ma riportare le discipline d’insegnamento all’interno dei quadri orari, a partire dalle ore inguistamente sottratte alla lingua e alla letteratura italiana”. È quanto si legge in una nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL in risposta alle dichiarazioni di Valditara.

“Le scuole tecniche e professionali  – ricorda la FLC CGIL – stanno ancora aspettando l’intervento legislativo promesso dal Ministro a luglio per reintegrare i tempi scuola tagliati alle materie fondamentali. Nel frattempo, la riforma targata Valditara ha progressivamente compresso la formazione culturale e gli insegnamenti generali per sacrificare lo spazio educativo a favore di un addestramento orientato quasi esclusivamente all’alternanza scuola-lavoro”.

“Inoltre – continua la nota – parlare di ‘pari dignità’ e di valorizzazione dell’intelligenza umana, anche nell’era dell’Intelligenza Artificiale, suona del tutto contraddittorio se contemporaneamente si riduce il bagaglio cognitivo e analitico necessario per comprendere e governare con consapevolezza la realtà nella sua complessità”.

“Come FLC CGIL chiediamo con forza che il Governo abbandoni gli annunci di facile impatto mediatico e intervenga subito sui reali bisogni della scuola pubblica. Oggi gli istituti tecnici hanno bisogno di ripristinare l’orario delle discipline, restituire centralità al curricolo d’insegnamento e garantire una solida formazione culturale per tutte e per tutti”, conclude la nota.

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