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12.06.2026
Aggiornato alle 15:56

Striscione con scritto “l’Italia agli italiani” a scuola, alunni puniti. Salvini: “Non c’è niente di male”, Sasso e Vannacci “al loro fianco”

Il vicepremier Matteo Salvini lo ha detto forte e chiaro: in un post pubblicato nella serata di ieri, 11 giugno, il leader della Lega ha difeso gli alunni di una scuola di Cesena che avrebbero affisso uno striscione con la scritta “L’Italia agli italiani”.

La difesa di Sasso

Tutto è successo, come riporta Il Corriere della Sera, lo scorso sabato 6 giugno, durante la festa in occasione dell’ultimo giorno di scuola. Oltre allo striscione, alcuni studenti avrebbero intonato cori che inneggiavano alla X Mas. Gli studenti sarebbero stati puniti con il 6 in condotta e una tesina obbligatoria.

Il ministro dei trasporti Salvini ha scritto queste parole a difesa dei ragazzi: “Noi continuiamo a dirlo ad alta voce: L’ITALIA AGLI ITALIANI. E non c’è niente di male nel dirlo”.

Rossano Sasso, Deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, ha scritto su X: “Solidarietà agli studenti di Cesena e agli studenti di tutta Italia vittime della prepotenza di docenti e dirigenti scolastici di sinistra. Futuro Nazionale con Vannacci è al loro fianco contro questi sepolcri imbiancati di sinistra e contro il centrodestra moderato che non fa nulla per difendere gli studenti liberi. Viva la libertà, fuori la propaganda politica della sinistra dalla scuola”.

Le parole di docenti e studenti

Uno studente 18enne, tra gli autori dello striscione, ha spiegato le motivazioni del gesto a Cesena Today: “Non c’è stata premeditazione, è stata una cosa nata sul momento”, con l’intento di “portare un messaggio di amore per la nazione ispirato ad una frase di Giosuè Carducci”.

“Ci hanno detto che la tesina riparatoria è motivata non dal contenuto dello striscione ma dalla mancata autorizzazione a esporlo. Ma il materiale fornito per la redazione della tesina parla di leggi razziali e giorno del ricordo”.

I docenti della scuola hanno segnalato che “lo striscione, e l’odioso messaggio che recava, è stato immediatamente rimosso, per volontà degli studenti e dei docenti presenti, che appena hanno realizzato cosa stava succedendo sono intervenuti”. 

Interviene l’Usr Emilia Romagna

L’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna ha rilasciato un comunicato in merito alla vicenda: “Con riferimento a quanto avvenuto, con particolare riguardo all’assegnazione della valutazione del comportamento pari a sei decimi a due studenti di classe quinta, si ritiene opportuno rappresentare quanto segue. L’Ufficio scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna si è attivato al fine di comprendere
l’accaduto, chiedendo una relazione al competente Ufficio di Ambito territoriale di Forlì-Cesena
ed elementi informativi alla Dirigente scolastica del Liceo”.

“Dopo aver acquisito i primi elementi, nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali competenti, nel quadro delle funzioni di vigilanza sulle istituzioni scolastiche spettanti all’Ufficio, si è proceduto ad inviare alla Dirigente scolastica una richiesta di chiarimenti in merito all’attinenza dell’elaborato critico proposto agli studenti con le motivazioni che hanno condotto il Consiglio di classe all’assegnazione della valutazione del comportamento pari a sei decimi. L’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna continuerà ad assicurare il presidio costante della vicenda, attribuendo alla stessa la massima attenzione”.

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