Questa mattina, 6 agosto, a Pavana (Pistoia), si è spento a 86 anni Francesco Guccini. Lo ha reso noto la famiglia. Moltissimi i messaggi di affetto e di cordoglio da parte di istituzioni e personaggi pubblici.
La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha scritto: “Attraverso i testi delle sue canzoni, Francesco Guccini ha dato voce alle inquietudini e alle speranze di intere generazioni. Ha sempre sostenuto che il dubbio non è una debolezza, ma il primo passo della conoscenza. Perdiamo un grande intellettuale, e Bologna uno dei suoi figli più autentici”.
“L’università, che fu per lui luogo di studio ma anche di insegnamento, perde un maestro capace di trasmettere il valore del pensiero critico. Mi piace pensare che, negli anni a venire, ci sarà sempre qualche ragazzo che scoprirà una sua canzone e capirà che la cultura non serve a dare risposte facili, ma ad avere il coraggio di porsi le domande giuste. E questo, forse, è il modo più bello per restare. Mi stringo in un commosso abbraccio ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene”.
“Sono addolorata per la scomparsa di Francesco Guccini. È stato un grande cantautore capace di colpire la sensibilità di tutti. Sono cresciuta con le sue canzoni struggenti, ma anche divertenti, che spesso erano poesia pura. ‘Voglio però ricordarti com’eri pensare che ancora vivi…’, voglio salutarlo così, con una strofa della sua ‘Canzone per un’amica'”, questo quanto dichiara Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al Merito.
L’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi ha espresso, come riporta La Repubblica, “a nome della Chiesa di Bologna vicinanza nella preghiera, cordoglio e partecipazione al dolore della famiglia”. In questi anni, ricorda la diocesi, diversi sono stati i momenti di incontro con il cantautore, bolognese d’adozione, che per decenni con le sue canzoni, scritti e riflessioni ha raccontato e interpretato la società italiana. Nel 2016 Guccini e Zuppi avevano accompagnato insieme, ad Auschwitz, un gruppo di studenti nell’ambito dell’iniziativa ‘Un treno per la memoria’ partendo dalle note e dalle parole della suo brano ‘Canzone del bambino nel vento (Auschwitz)’.
Il suo grande amico Roberto Vecchioni, da molti denominato “Il Professore”, lo ha ricordato ai microfoni de Il Corriere della Sera.
“Lui senza pubblico era finito, col suo carattere che tutti conoscono di mattatore doveva avere qualcuno a cui dire le cose. C’erano i romanzi che scriveva negli ultimi anni, sì, ma quelli sono un’altra cosa. Gli serviva qualcuno a cui spargere i suoi interrogativi. È stato l’unico, fra i grandissimi, che è riuscito a spargere così tanti interrogativi: sulla vita, sul tempo, su tutto, ha sempre avuto l’inclinazione a domandare e rispondere, domandare e rispondere”, ha detto.
“Gli ho detto tutto, compresi gli improperi. Nei momenti di litigio finto gli dicevo ‘si vede che non hai fatto il greco, non puoi sapere il valore delle parole, le metti a caso’. E lui si inca***va veramente”, ha concluso in modo dolceamaro.
La famiglia, “nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre.
Qualche anno fa Guccini aveva parlato di scuola. “Gli studenti universitari fanno degli errori clamorosi, per questo bisogna intervenire già dalle elementari”, aveva dichiarato all’agenzia Dire.
Guccini che oltre ad essere stato un docente di lingua italiana al Dickinson College a Bologna, scuola off-campus dell’Università della Pennsylvania, ha detto: “non sono più le elementari di una volta, quando il sistema forse era troppo feroce e classista”.
A tal proposito, l’autore de “L’avvelenata”, ha ricordato un particolare della propria famiglia, un diario di una zia, la sorella di sua mamma, “che lo tenne per tutta la vita, dove raccontava la storia della famiglia. La zia frequentava le elementari e aveva una proprietà di linguaggio, nessun errore di sintassi, nessun errore di ortografia. C’era un senso. Questo per dire che le elementari di una volta insegnavano a leggere e scrivere bene. Considerando che è sparita anche la calligrafia, dalle elementari si usciva sapendo scrivere, senza errori”.
Guccini non aveva risparmiato nemmeno le scuole medie: “per andarci serviva l’esame di ammissione- spiega- Bisognava sapere l’analisi logica molto bene. Ora le medie sono obbligatorie, la maggior parte le fa e si parcheggia li’. È un bene, ma manca la base. Si commettono errori di grammatica ridicoli, grossolani”.
Quindi per il cantautore, avendo delle pessime basi alle elementari e medie, si supera la maturità e si arriva all’università con errori incredibili per ragazzi di quella età.
Per Guccini c’era una spiegazione a ciò, ovvero un problema generale dell’istruzione italiana, dove la figura del maestro è svilita: “il maestro elementare ormai è protetto dal Wwf, non ne esistono più, sono come i panda. Lo stipendio è piccolo, non c’è prestigio sociale: una volta c’era il farmacista, il maresciallo dei carabinieri, il medico condotto e il maestro, erano personaggi all’interno della società con notevolissima importanza. Oggi, ci sono solo maestre, che hanno un secondo lavoro. Fanno un po’ le mamme. Prima erano feroci. Ricordo miei compagni alle elementari che sanguinavano per le bacchettate in testa. Se succede ora, diventa un caso da prima pagina. Erano severissime, oggi sono troppo buone”.
In occasione della Giornata della Memoria 2024 il cantante aveva inviato un video messaggio ad una classe di una scuola che ha ricordato la Shoah cantando la canzone “Auschwitz” del cantautore modenese.
Ecco le parole di Guccini, riportate da La Repubblica: “Cari ragazzi della quinta elementare di Erbusco e cara maestra Laura, io vi ringrazio molto perché mi hanno detto che per la Giornata della memoria avete ascoltato la mia canzone ‘Auschwitz’. Ricordiamo tutti di avere questa memoria dentro di noi. Grazie ancora”.
Il video è stato postato sul gruppo Facebook “Sei di Erbusco se”, dove viene spiegato che gli alunni della 5A non si sono limitati ad ascoltare il brano di Guccini, ma l’hanno anche cantato, “splendidamente diretti dalla maestra Laura”.