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29.09.2026

Striscioni scuola, la FLC CGIL denuncia pressioni sui dirigenti: “Nessun mandato censorio”

Segnalazioni di pressioni dai toni spesso intimidatori starebbero arrivando a numerosi dirigenti scolastici, con la richiesta di rimuovere dalle scuole gli striscioni con la scritta “Qui nessuno è straniero” o quelli che richiamano l’articolo 34 della Costituzione e il carattere aperto e plurale della scuola. A denunciarlo è Monica Fontana, responsabile della struttura nazionale di settore dirigenza scolastica della FLC CGIL, che parla di un clima di censura volto a colpire l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

“Non è uno slogan di parte”

Per Fontana, la frase “Qui nessuno è straniero” non è uno slogan di parte né una provocazione politica, ma la sintesi più immediata del ruolo della scuola della Repubblica: la traduzione quotidiana del principio costituzionale della pari dignità sociale di ogni individuo, senza distinzioni, e del precetto secondo cui “la scuola è aperta a tutti”. Chiedere la rimozione di un messaggio educativo, sostiene, significa attaccare il lavoro quotidiano di dirigenti, docenti e personale ATA impegnati a garantire una comunità educante plurale e solidale.

Il ruolo dei dirigenti scolastici

Secondo la sindacalista, nessun dirigente può chiedere la rimozione di contenuti educativi né può esservi obbligato: il dirigente scolastico non ha alcun mandato censorio, né può essere ridotto a semplice esecutore di pressioni politiche esterne. Silenziare l’espressione di valori costituzionali per assecondare ingerenze o malumori politici, scrive Fontana, non rientra in alcun modo tra le sue funzioni.

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