Una scia di sangue senza precedenti sta travolgendo il sistema scolastico turco, scosso da due attacchi armati in meno di 48 ore. Dopo l’episodio avvenuto ieri nella provincia di Şanlıurfa, oggi una nuova tragedia ha colpito una scuola media a Kahramanmaraş, nel sud del Paese, dove un adolescente ha aperto il fuoco seminando morte e panico tra i banchi. Il susseguirsi di questi eventi sta sollevando pesanti interrogativi sulla sicurezza negli istituti e sulla diffusione delle armi nel Paese. Lo riporta Il Corriere della Sera.
Il massacro odierno a Kahramanmaraş è stato compiuto da un ragazzo di soli 14 anni, che si è introdotto nell’edificio con uno zaino contenente cinque pistole e sette caricatori, presumibilmente sottratti al padre, un agente di polizia. Il giovane ha aperto il fuoco a caso in due diverse aule, uccidendo tre studenti e un insegnante e ferendo altre venti persone. Anche l’assalitore è deceduto durante l’attacco, sebbene non sia ancora chiaro se si sia trattato di suicidio o se sia rimasto ucciso durante la colluttazione seguita agli spari.
Questo dramma segue di appena un giorno l’attacco avvenuto in un liceo tecnico di Şanlıurfa, dove un altro adolescente, armato di fucile a pompa, ha ferito sedici persone (tra cui dieci studenti e quattro docenti) prima di togliersi la vita. Sebbene incidenti di questo tipo siano considerati rari in Turchia, la rapidità con cui si è consumata questa sequenza di violenza ha riacceso il dibattito sulla massiccia presenza di armi da fuoco nel Paese: secondo le stime, circolano decine di milioni di armi, la maggior parte delle quali detenute illegalmente