Prima Ora | Notizie scuola del 14 maggio 2026

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14.05.2026

Gite, Maggi: “Vanno boicottate, i docenti sono colpevoli fino a prova contraria. Nessuno farebbe straordinari gratis con responsabilità”

Ieri, 13 maggio, è arrivata una triste notizia relativa ad una gita scolastica, diventata tragedia: lo studente pugliese in visita didattica a Lignano Sabbiadoro caduto dal balcone dell’hotel in cui stava alloggiando è morto dopo essere entrato in coma irreversibile. 

Si tratta dell’ennesimo episodio che ha visto uno studente in viaggio d’istruzione in pericolo: anche un altro ragazzo, di recente, è caduto dal balcone dell’hotel, sempre in gita. Ma i docenti accompagnatori sono ancora disposti ad affrontare le responsabilità conseguenti da questi viaggi senza ricevere un giusto compenso?

Lo sfogo di Maggi

A parlarne è stato il docente e personaggio televisivo Andrea Maggi in un post su Facebook: “L’ennesima morte di uno studente in gita scolastica deve farci riflettere. Al di là del grido disperato che lancia questo tristissimo fatto di cronaca sul malessere giovanile, si apre da adesso, con le indagini della Procura, l’incubo dei suoi docenti accompagnatori. Perchè, per chi non lo sa, noi insegnanti non siamo impiegati pubblici qualunque. Noi, a differenza di tutti gli altri, siamo colpevoli fino a prova contraria. La mole delle responsabilità che ci riguardano quando accompagniamo gli studenti in gita è insostenibile. Dovremmo boicottare le visite d’istruzione, almeno finché il legislatore non alleggerirà le responsabilità nei nostri confronti”.

“La visita di istruzione è un momento importante dell’esperienza scolastica di ogni studente, perciò noi insegnanti dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterla affrontare serenamente. Dovremmo pretendere delle garanzie che non abbiamo, senza le quali nessun altro lavoratore di nessun’altra categoria sarebbe mai disposto a fare degli straordinari gratis, accollandosi per di più responsabilità civili e penali gigantesche”, ha concluso.

Per sette docenti su dieci le gite vanno abolite

Le visite didattiche e le gite scolastiche sono in crisi nera: vanno abolite? La maggior parte dei docenti si dice d’accordo. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, dal quale si evince che ben sette insegnanti su dieci sostengono che i viaggi d’istruzione non dovrebbero più essere organizzati dalle scuole. E questo per una serie di ragioni.

Si tratterebbe di un cambio epocale che però in molti casi è già realtà: migliaia di classi non riescono a svolgere attività formative al di fuori della scuola, sia a causa degli ingenti costi a cui le famiglie non riescono a fare fronte, sia a causa della mancanza di docenti che accettano di ricoprire il ruolo di accompagnatori.

Chi porta i ragazzi al di fuori della scuola, per uno o più giorni, risponde infatti civilmente e penalmente di ogni imprevisto. E in caso di imprevisti o incidenti, anche dovuti a cause di forza maggiore, si ritrova a volte anche denunciato dai genitori. Non è un caso che le uscite scolastiche siano diventate sempre più rare.

I viaggi d’istruzione scompariranno?

I docenti credono che non c’è altra via d’uscita: i viaggi d’istruzione vanno aboliti. Favorevoli a questa soluzione sono stati 816 docenti su 1.088 (il 75%, sette su dieci), contro 268.

Docenti accompagnatori, il nodo compensi

Al centro della questione c’è un dato che molti ignorano: i docenti che accompagnano gli studenti in gita lo fanno su base volontaria e di fatto senza retribuzione, nella migliore delle ipotesi ricevono a fine anno scolastico una somma pari ad un piccolo rimborso spese. Il contratto di lavoro non prevede, infatti, una voce di pagamento relativa alle uscite didattiche o alle visite culturali fuori scuola: tutto ricade dentro le “ore aggiuntive non di insegnamento”.

Questo fa sicuramente tanto, ma non sembra essere la ragione principale per cui i docenti credono che le visite d’istruzione e le gite scolastiche vadano abolite. Agli insegnanti abbiamo infatti chiesto: “Se ci fosse un giusto compenso per i docenti accompagnatori saresti favorevole a partire in viaggio d’istruzione con i tuoi studenti?“.

La maggioranza dei docenti partecipanti al sondaggio, il 55,5%, ha detto ‘no’: neanche con una giusta ricompensa in denaro gli insegnanti sarebbero pronti a partire in gita scolastica. Il motivo, quindi, del loro rifiuto, è da ricercare altrove.

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